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31 gennaio 2012 Comments (0) Dalla home page

PMI-Lazio: nuovo fondo di 600 mln per innovare

L’accordo tra l’ Unindustria e la Banca Intesa Sanpaolo, appena stipulato, si inserisce nel panorama piu generale degli attuali rapporti tra le imprese (e in particolare quelle medie e piccole) e gli istituti di credito: un rapporto problematico, che rappresenta tuttavia una delle chiavi di volta, imprescindibili, per la ripresa dello sviluppo del Paese. Nel caso specifico, l’intesa firmata dal presidente degli industriali laziali, Aurelio Regina, e il direttore regionale di Banca Intesa, Antonio Nucci, si colloca in un certo senso a monte dell’erogazione materiale del credito alle Pmi e mira proprio a preparare il terreno perche domanda e offerta di finanziamenti possano svilupparsi nella maniera piu organica possibile.

Vediamo in concreto che cosa significa, per non ricadere nell’ennesimo “protocollo” che poi nel tempo finisce per non servire a niente e a nessuno. In questo caso l’accordo si propone, pragmaticamente, di intensificare i rapporti banca-impresa in alcuni ambiti strategici, come il potenziamento dell’attivita di dialogo, l’individuazione di specifiche aree di intervento, la valorizzazione del territorio.

Un fondo di 600 milioni di euro viene stanziato dalla Banca a supporto della collaborazione per far crescere la dimensione delle imprese, sviluppare il loro capitale umano, introdurre la sostenibilita energetica quale fattore essenziale di sviluppo. Sono queste le aree strategiche ed innovative del nuovo accordo, che si declinano in linee di intervento di finanza straordinaria, razionalizzazione organizzativa e applicazione delle tecniche manageriali di ottimizzazione della catena del valore, sostegno alla formazione dei dipendenti, al welfare aziendale e allo sviluppo occupazionale, finanziamenti e consulenze per una maggiore efficienza energetica ed eco-sostenibilita dell’azienda.

Un processo come quello delineato nell’accordo aiutera le imprese della Regione a crescere e ad evitare il credit crunch che le minaccia sempre piu da vicino? Indubbiamente fissa un percorso che, se attuato concretamente, potrebbe agevolare il conseguimento di quell’obiettivo che gli imprenditori considerano non piu solo come un elemento limitante lo sviluppo dell’impresa, ma piuttosto come un fattore legato alla loro stessa sopravvivenza.

A questo fine la strumentazione contenuta nell’accordo prevede che, ad integrazione dello strumento diagnostico di autovalutazione finanziaria e del simulatore del profilo di rischio prospettico dell’impresa, gia previsti in precedenti accordi, si aggiunga un nuovo strumento in grado di elaborare prospettive macroeconomiche, analisi di settore, posizionamento dell’azienda, potenziali aree di sviluppo. E’ la “presentazione commerciale” che, nelle intenzioni delle parti, aiutera ad implementare il dialogo tra le imprese e il mondo del credito.

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