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17 marzo 2009 Comments (0) Dalla home page

PMI – In Toscana lanciano l’sos e a maggio tutti in piazza

Tasse, ammortizzatori e credito: allarme di artigianato e commercio

Manifestazione unitaria per chiedere interventi a sostegno delle piccole e medie imprese toscane. E’ l’iniziativa che le quattro sigle regionali di artigianato e commercio (Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti), in occasione degli Stati Generali della Piccola Impresa, hanno annunciato per i primi giorni di maggio. Ancora stretto riserbo sulle modalita dell’iniziativa, in via di definizione: l’idea sembra quella di manifestare in una piazza o una via di rilievo, anche esponendo i prodotti tipici dell’artigianato toscano su dei banchi, cercando cosi di ottenere visibilita per le richieste del mondo delle Pmi.
“Vogliamo incontrare faccia a faccia i rappresentanti della politica e delle istituzioni – afferma Massimo Biagioni, direttore di Confesercenti Toscana – per far conoscere il punto di vista di un sistema che rappresenta il 95% delle imprese toscane”. Le proposte messe nero su bianco dalle associazioni sono impegni precisi chiesti ai diversi livelli di Governo: a Roma si chiede soprattutto un regime fiscale piu leggero, dalla revisione degli studi di settore alla minore percentuale di acconto delle imposte 2009, dalla maggiore deducibilita dell’Irap a quella degli interessi passivi dell’attivita. Al governo locale si chiedono invece interventi a favore dei consorzi Fidi e degli enti bilaterali, rifinanziamento dei fondi rotativi, gare d’appalto sottosoglia aperte anche alle piccole imprese. Si chiede inoltre di riaprire il negoziato con l’Unione Europea per spostare parte dei fondi strutturali verso gli aiuti agli investimenti, e predisporre ammortizzatori sociali per i titolari delle piccole imprese che chiudono. A tutti questi soggetti si chiede di vigilare con attenzione sul sistema del credito, anche per monitorare le convenzioni stipulate fra Regione e banche. Il tema e rovente: le Pmi puntano il dito contro gli istituti che decidono di privilegiare alcuni settori piuttosto che altri. «Non si puo pensare a politiche di sviluppo fatte solo dal sistema bancario – osserva Marco Baldi, presidente di Cna – le banche hanno i loro interessi, ma in questo momento difficile la forbice tra gli interessi attivi e passivi non puo essere cosi esagerata, senza contare l’entita del ricarico che sara dovuto ai Tremonti bond: se le banche li pagheranno all’8%, quanto saranno fatti pagare alle imprese?”.
I titolari delle piccole imprese toscane lamentano sempre piu difficolta nell’accesso al credito (e cosi per tre attivita commerciali su quattro), e lanciano l’allarme, perche “le Pmi sono il motore dell’economia toscana, ma se non c’e liquidita questo motore rimane senza benzina”. Tutto questo mentre “la grande impresa scarica i suoi problemi sulla subfornitura” penalizzando di nuovo le microimprese. Servono quindi politiche calibrate sulla parte maggioritaria del sistema produttivo. “Quello che va bene per la piccola impresa va bene anche per la grande – spiega Fabio Banti, presidente di Confartigianato – ma finora si e pensato sempre alle grandi dimenticando il 99% delle imprese, che sono piccole”. Non sara comunque facile rilanciare l’economia senza un rilancio della domanda interna: tuttavia, fa notare lo stesso Banti, “per sostenere i consumi bisogna sostenere le famiglie, e non si puo chiedere loro troppo in questa fase”. Un segnale positivo in questa fase, per il presidente di Confcommercio Franco Scortecci, e l’annuncio del prossimo «ritorno » del Ministero del Turismo dato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: “Ci fa piacere, il turismo e una delle nostre industrie piu importanti», ha detto, auspicando che la Regione intervenga a sua volta per razionalizzare il proprio sistema di promozione, ed impedire che «le risorse vengano disperse in mille rivoli”.

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