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9 giugno 2011 Comments (0) Dalla home page

PMI – Fornitori: la crisi della BTP ne danneggia oltre 200

Il gruppo Baldassini Tognozzi Pontello Costruzioni generali Spa (BTP) con sede a Calenzano dopo che lo scorso 20 gennaio la procura di Prato aveva chiesto di accertare se fosse in stato di insolvenza, e stato per ora salvato dal fallimento, grazie alla nomina da parte del tribunale di un amministratore con poteri di gestione e amministrazione dell’impresa funzionali alla conservazione del patrimonio aziendale: i giudici hanno concesso a BTP una proroga per trovare un accordo col gruppo di 54 banche che hanno in mano le sorti della societa, la quale ha debiti stimati in circa 900 milioni di euro che sommati a quelli verso i fornitori e i lavoratori ammonterebbero a circa 1.300.000 euro, mentre gran parte del patrimonio della societa e gravato da ipoteche iscritte a favore del sistema bancario.

Nei mesi scorsi BTP ha offerto ai fornitori, a consolidamento di debiti pregressi, garanzie cambiarie la cui accettazione e stata fortemente caldeggiata dalle banche, messe allo sconto dai fornitori ma non onorate da BTP e in tale situazione i fornitori subiscono richieste di rientro immediato da parte delle banche con conseguente ulteriore aggravamento della situazione: sono oltre 200 le imprese con quasi quattromila addetti che vantano crediti dalla BTP pari a circa 150 milioni di euro, escluse quasi completamente le imprese edili terziste. Si tratta di fornitori – quasi integralmente localizzati nelle province di Prato e Firenze, comunque in Toscana – di merci, lavorati, semilavorati, o di intere fasi di lavorazioni cantieristiche come impiantisti elettrici e idraulici, carpenteria metallica anche strutturale, impianti speciali, movimenti terra, lavori stradali, infissi ed altre lavorazioni di finitura quali la posa in opera di pavimenti e tinteggiature.

Lo si legge in un’interrogazione dl deputato Andrea Lulli del Pd rivolta ai ministri dello Sviluppo economico Paolo Romani e del Lavoro Maurizio Sacconi, nella quale si sottolinea che tali imprese hanno utilizzato a loro volta fornitori e subappaltatori che subiranno anch’essi probabili conseguenze sulle proprie attivita: quindi la crisi BTP e purtroppo destinata, viste le dimensioni dell’azienda, ad allargarsi a macchia d’olio e che “la BTP aveva circa 750 dipendenti e ai sindacati gia sono giunte richieste di assistenza di circa 400 lavoratori dell’indotto BTP, prevalentemente imprese edili in monocommittenza”. Poiche la crisi della BTP e da considerarsi di assoluto rilievo nazionale perche rappresenta una gravissima situazione per la Toscana e per le regioni centrali, non ultima la possibilita di veder scomparire un intero sistema produttivo di costruzioni e opere infrastrutturali, con un altissimo numero di posti di lavoro a rischio, se pur distribuiti su un complesso sistema di piccole e medie imprese, ma che nell’insieme raggiungono il valore di un’impresa nazionale di grandi dimensioni, ai ministri si chiede di sapere “quali iniziative di competenza intendano assumere per salvare l’intero sistema interessato alla crisi della BTP, anche con provvedimenti di sostegno al reddito di lavoratori e di imprese anche piccole, che potrebbero a breve ritrovarsi senza posto di lavoro, prevedendo altresi iniziative finalizzate a mantenere in essere gli appalti pubblici” e “quali iniziative intendano assumere per attivare aiuti a favore delle imprese dell’indotto sulla falsariga di quelle previste per far fronte alle grandi crisi aziendali, anche con il sostegno, attraverso il sistema bancario e fidi Toscana, di tali aziende in modo da evitarne la chiusura”.

Nell’interrogazione si ricorda anche che il commissario nominato dal presidente del tribunale di Prato si e impegnato a consegnare le proprie considerazioni di merito il 15 giugno 2011, che “con l’avvento del commissario, che ha aperto un esercizio provvisorio per garantire la conservazione dei beni aziendali, ed in particolare il valore degli appalti pubblici, sono stati bloccati tutti i pagamenti inerenti a precedenti forniture ed obbligazioni per garantire il principio della par condicio fra i creditori ed il rispetto dei diversi gradi di privilegio e che “i creditori, per fronteggiare l’emergenza delle scadenze in protesto, hanno chiesto aiuto al sistema bancario per evitare il fallimento e un’azione nei confronti degli istituti di credito che, al momento dell’emissione delle cambiali, erano direttamente coinvolti nelle gestione della BTP”.

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