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9 marzo 2009 Comments (0) Dalla home page

PMI – All’asilo e non solo nella fattoria multifunzionale

Svolte da imprenditori agricoli e cooperative sociali in convenzione con gli Enti pubblici

La Regione Emilia Romagna dice si alle fattorie sociali che svolgono la loro attivita in diversi campi. Dal reinserimento sociale di persone appartenenti a fasce deboli, all?accoglienza non occasionale di anziani, ai servizi educativi per bambini da 0 a 6 anni, questo il campo delle attivita delle aziende agricole che affiancano alla consueta attivita produttiva e di allevamento, anche un?inedita attivita di ospitalita e accoglienza, rivolta ad esempio a bambini, anziani e persone diversamente abili. E? l?assessore alla agricoltura, Tiberio Rabboni, a esprimere questa disponibilita in risposta a un?interrogazione dei consiglieri regionali Gianluca Borghi e Damiano Zoffoli.
“Naturalmente, sottolinea Rabboni, e necessario che la Consulta agricola regionale, le Province, le Comunita montane e gli altri partner sociali, diano il loro assenso alla proposta”. Secondo l?Assessore potra essere il prossimo bando della misura 311 del Programma regionale di sviluppo rurale (Psr), relativa appunto alla “diversificazione delle attivita agricole” a dare agli agricoltori la possibilita di presentare progetti anche in questa direzione.
“Gia oggi gli imprenditori agricoli emiliano-romagnoli possono svolgere attivita di accoglienza turistica, di ristorazione o di produzione di energia e con questo bando, spiega Rabboni, potremo fare un ulteriore passo verso la costruzione di aziende agricole multifunzionali, sempre piu in grado di diversificare le loro fonti di reddito. Si tratta di una scelta strategica per il futuro della nostra agricoltura. Ma anche di una scelta, che punta a fare delle aziende agricole sempre piu un punto di riferimento forte per il territorio e le comunita locali. Specialmente nelle zone di montagna o disagiate l?azienda agricola, conclude Rabboni, potra infatti rafforzare l?offerta di servizi, venendo incontro alle esigenze della popolazione”.
Le fattorie sociali sono aziende agricole che affiancano alla propria attivita principale, quella produttiva, uno o piu progetti a sfondo sociale. Questi generalmente si concretizzano in iniziative di tipo culturale, didattico o formativo rivolte a persone in situazione di disagio: detenuti e tossicodipendenti durante il loro percorso di reinserimento sociale, ad esempio, ma anche anziani e persone con disabilita fisiche, sensoriali, intellettive o psichiche. Per realizzare queste attivita alternative, che possono avere risvolti molto positivi in ambito terapeutico e riabilitativo, le fattorie sociali spesso collaborano con scuole, enti ed associazioni (ad esempio quelle operanti nell’assistenza ai disabili). Va sottolineato che le fattorie sociali non seguono logiche assistenzialistiche: esse conservano la propria natura imprenditoriale tentando pero di riprodurre in agricoltura quel modello di economia sociale che mira a coniugare il profitto dell’azienda con il “bene” della collettivita ed in particolare delle fasce socialmente svantaggiate.
Le persone con disabilita possono trarre grandi benefici sul piano fisico e intellettivo dal contatto diretto con la natura e dal coinvolgimento attivo nei lavori tipici di una azienda agricola. Queste “esperienze agresti” possono concorrere anche all’integrazione sociale di un individuo: le varie attivita permettono di scoprire nuovi interessi, sviluppare abilita, recuperare equilibri perduti. E – cosa non meno importante – sono un’ottima occasione di confronto e socializzazione. Ma l’opportunita piu significativa e, a nostro avviso, quella offerta dalle attivita formative che sempre piu spesso sfociano in reali possibilita di inserimento lavorativo, a volte anche all’interno della stessa azienda che le propone.
In alcuni Stati europei le fattorie sociali sono una realta consolidata. Le prime “social care farms” nascono in Olanda negli anni ’90 e in quel Paese, grazie anche al supporto di politiche sociali particolarmente attente, si moltiplicano in fretta. Oggi sono circa 400.
In Italia il concetto di impresa agricola con finalita sociali ha iniziato a farsi strada solo recentemente con alcune iniziative isolate ma anche con progetti ambiziosi che puntano alla costituzione di reti di fattorie sociali. Un impulso in tal senso e arrivato dal Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 228 (“Orientamento e modernizzazione del settore agricolo”) che punta a rilanciare l’imprenditorialita rurale prevedendo per le aziende anche la possibilita di “sconfinare” in altri importanti ambiti quali quello educativo e didattico.
 Esperienze soignificative sono state fatte nel Veneto dalla Coldiretti di Vicenza e dalla Provincia di Roma. 

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