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23 febbraio 2009 Comments (0) Dalla home page

PMI – Aiuti fiscali piuttosto che Tremonti Bond

Soprattutto le piccole imprese hanno bisogno di essere sostenute.

Il Tremonti Bond mantiene alto il finanziamento alle imprese, invece, serve un intervento fiscale.  Lo sostiene il presidente di Bnl, Luigi Abete ( nella foto), intervistato da Maurizio Belpietro a Panorama del Giorno, sottolineando la necessita di misure fiscali mirate per il sistema delle piccole imprese. ”Si deve fare qualcosa in piu per le piccole imprese – ha ribadito Abete – un intervento fiscale ad hoc perche sono l’anello debole del sistema produttivo italiano”. Il presidente di Bnl ha anche spiegato il significato del provvedimento del Governo, detto Tremonti Bond, verso le banche come uno strumento che “non serve a rafforzare le banche ma a dare la possibilita di aumentare i propri crediti verso le imprese” ed ha continuato sottolineando che le iniziali critiche rivolte a tale misura erano state fatte perche ”all’inizio era stato presentato con un costo maggiore, quindi, era stata fatta una riflessione critica – ha detto – Oggi questo costo e piu basso con condizioni piu compatibili, quindi, le banche che potranno utilizzarlo lo faranno”. Inoltre, il presidente di Bnl ha precisato che le banche italiane sono solide e “non c’e una preoccupazione diretta” per i risparmiatori. . “Per noi italiane non c’e’ preoccupazione – ha spiegato Abete – perche le banche italiane, come ha detto il presidente del Consiglio Berlusconi a Berlino, sono solide e non piene di titoli tossici che vivono in un mondo globalizzato e noi abbiamo un’economia finanziaria globale molto critica, soprattutto in America”. Quindi, secondo il presidente della Bnl, “non c’e una preoccupazione diretta per la situazione dei risparmiatori e per l’economia finanziaria italiana che e la conseguenza di un contesto generale”.
Per Abete, in sostanza, ”le banche subiscono perche gli investitori sono internazionali e vivono e agiscono come un gregge. Se c’e una crisi, le preocuppazioni si ripercuotono in altri mercati. Questo non significa, pero, che il valore delle banche sia ridotto. La Banca nazionale del lavoro, nel 2008 ha ottenuto un risultato migliore rispetto al 2007 e le prospettive per il 2009 sono positive, quindi, non si deve confondere il valore aziendale con quello in borsa”.

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