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14 settembre 2010 Comments (0) Dalla home page

PMI – Finanziamenti: Mse, erogati oltre 20 mld in 10 anni

Piu radicato nel territorio, maggior rapporto diretto con le imprese e nuovi parametri caratterizzati da maggiore flessibilita e velocita delle procedure di ammissione dei Confidi. Queste alcune delle novita della riforma del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e dei criteri di selezione dei Confidi come annunciato da Claudia Bugno, presidente del Comitato di gestione del Fondo di garanzia per le Pmi, che opera al Ministero dello Sviluppo economico, dopo che il Comitato ha  approvato la modifica dei criteri di autorizzazione dei Confidi e degli altri fondi di garanzia che vogliono lavorare con il Fondo per meglio certificare il merito di credito delle imprese beneficiarie. “Dopo 10 anni di operativita dei Confidi con il Fondo – ha spiegato il presidente – arriva una riforma importante e necessaria alla luce sia della congiuntura economica, sia dei cambiamenti normativi che hanno investito il mondo dei Confidi, rafforzandone il ruolo nell’ambito delle attivita di finanziamento alle imprese”.

In circa 10 anni di operativita il Fondo di garanzia per le Pmi ha dimostrato elevati standard di efficienza riconosciuti sia dal mondo bancario sia dal tessuto imprenditoriale. Difatti dal 2000 al 30 giugno scorso, il Fondo ha accolto (con un ritmo crescente) 103.511 istanze, attivando finanziamenti per oltre 20 miliardi di euro, con un importo garantito pari 10,5 miliardi. Per quanto riguarda quest’anno, il decimo di operativita del Fondo di garanzia per le Pmi, da gennaio a luglio sono state ammesse 30.193 operazioni, il 172 % in piu rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un volume complessivo di finanziamenti pari a 5,7 miliardi di euro, ossia il 203 % in piu dello stesso periodo dell’anno scorso.

Tra le novita approvate dal Tavolo tecnico ci sono l’eliminazione della condizione per cui attualmente possono richiedere l’autorizzazione solo i Confidi che abbiano gia ottenuto l’ammissione alla controgaranzia per almeno 50 operazioni; sostituzione di alcuni indicatori ormai desueti e introduzione di modifiche che prendono in considerazione i processi di accorpamento; aumento dei punteggi per gli operatori sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia e per i soggetti con ambito di operativita almeno regionale. Inoltre e stato deciso di introdurre un nuovo meccanismo di monitoraggio trimestrale dei tassi di sofferenza dei Confidi e degli altri fondi di garanzia autorizzati, al fine di confrontare la qualita media del portafoglio controgarantito con la qualita media del portafoglio complessivo del Fondo. “Questa e la seconda grande riforma dopo la revisione dei criteri per l’accesso delle imprese alla garanzia – ha sottolineato Bugno – ossia la valorizzazione del ruolo che la controgaranzia che, secondo i dati del luglio 2010 costituisce il 67,1 % delle operazioni totali, gioca all’interno del Fondo. Un provvedimento – ha aggiunto – che premia i Confidi virtuosi e che, data la loro peculiare prossimita al tessuto produttivo locale e al loro forte legame con le associazioni di categoria, mira a tessere una rete tra Fondo centrale e fondi locali per trasformare l’apparato delle garanzie in una grande infrastruttura di sistema. Una formula vincente ed esportabile che ha suscitato interesse anche all’estero», ha sottolineato il presidente del Comitato di Gestione. Si tratta di un cambiamento storico, frutto del lavoro e della concertazione di tutte le istituzioni e le categorie presenti nel Comitato, ossia i Ministeri dello Sviluppo Economico, Economia e Finanze, Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Infrastrutture e Trasporti, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regioni, Abi, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna Casartigiani, Unatras, Confcooperative .

In occasione della riapertura dei lavori del Comitato, una delegazione istituzionale del Brasile e stata in visita al Ministero dello Sviluppo economico e ha potuto studiare la controgaranzia in Italia per poterla esportare oltreoceano. “Si tratta di un sistema ha precisato il presidente del Comitato – che ha colpito l’interesse dei nostri ospiti per il basso livello di default, per la velocita delle procedure e per il rapporto diretto con le imprese”.

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