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12 marzo 2009 Comments (0) Dalla home page

PIL – Istat, nel 2008 -1%. Per economisti, 2009 a -3%

Per la Bce, l’Italia superera il valore di riferimento del 3% del Pil rimanendone al di sopra

E’ il peggior dato dal 1975, alimentato dalla contrazione di investimenti e di esportazioni nette. Due tipiche conseguenze della recessione globale, della carente visibilita di business e del ridimensionamento del commercio mondiale. Lo ha reso noto l’Istat. L’istituto di statistica, ha rivisto al ribasso la dinamica del Pil italiano, che, nel quarto trimestre, ha mostrato un ribasso dell’1,9% rispetto al trimestre precedente, con un calo del 2,9% su base annua. Quest’ultimo dato rappresenta il peggior risultato dal 1980, anno di partenza della serie.  Il rapporto deficit/Pil si attesta al 2,7%, contro l’1,5% del 2007. Il 2009, nel caso in cui la crescita del Pil dovesse essere zero, presenterebbe comunque un ribasso dell’1,9% per effetto del trascinamento dei risultati del 2008. 
Bankitalia, nel bollettino economico del gennaio scorso, aveva indicato per quest’anno, una contrazione del Pil del 2%. Questa previsione era basata sul risultato del quarto trimestre del 2008, per il quale l’Istat ha diffuso dato ancor piu’ negativi dell’atteso. Le previsioni su quest’anno devono tenerne conto, con il risultato che per il 2009 la contrazione dovrebbe ampliarsi al 2,6%, come ha affermato il direttore generale della Banca d’Italia, Ignazio Visco.
Invece, gli esperti attendono i dati del Pil del 4° trimestre 2008. Per ora l’Istat ha diffuso la stima preliminare aggregata: -1,8% su base trimestrale, -2,6% su base annualizzata. Ma l’attenzione e tutta sul 12 marzo, quando arriveranno i dati disaggregati del Pil del 4° trimestre 2008. Allora si potra vedere l’andamento delle singole componenti della domanda aggregata nell’ultima parte dell’anno e valutare l’entita della ”frenata” con cui l’economia e entrata nel 2009.
Al momento, Mps Capital Services e Unicredit hanno rivisto al ribasso le previsioni sulla Pil del 2009, entrambi gli uffici studi convergono verso -3%.
Secondo la Banca comunitaria europea, l’Italia e tra i paesi che “supereranno quest’anno il valore di riferimento del 3% del Pil rimanendone al di sopra nel 2010 – e questa la la previsione della Bce – il deterioramento dei conti pubblici e diffuso nei paesi dell’area dell’euro”. Nelle stime dell’Eurotower, infatti, l’Italia, insieme a irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Portogallo e Slovenia sforera sia quest’anno che nel 2010 (ad eccezione della Slovenia) il tetto del rapporto deficit-Pil richiesto dal Patto di stabilita. Belgio, Germania, Austria e Slovacchia dovrebbero unirsi alla lista nel 2010. “Questo scenario – ha spiegato la Bce – implica che probabilmente, entra tale anno, il disavanzo sia superiore al valore di riferimento in dieci dei sedici paesi membri dell’area dell’euro”.

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