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13 febbraio 2011 Comments (0) Dalla home page

EDILIZIA – Piano Casa: architetti del tutto contrari

Siamo fortemente perplessi sull’ipotesi di un rilancio del piano casa (bis) a meno che esso non sia coordinato con le realta amministrative locali e si ponga l’obiettivo di riqualificare le periferie e i contesti residenziali degradati perche in caso contrario, l’intera operazione verra ridotta ad un mero indiscriminato incremento della capacita insediativa delle nostre citta. Lo ha sottolineato il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc). Infatti, per gli architetti italiani e ”indubbio che occorra un rilancio del settore edile, profondamente in crisi, cosi come risulta ormai indifferibile la semplificazione delle procedure amministrative dello stesso settore”, tuttavia appellarsi all’articolo 41 della Costituzione sulla liberta d’impresa – secondo gli architetti italiani – non puo essere giustificazione per mettere mano a riforme disorganiche, incapaci di affrontare in modo strutturale i motivi di crisi del comparto, e che suonano come sanatorie per chi ha edificato abusivamente al di fuori di qualsiasi controllo urbanistico o ambientale.

”La necessita di tutelare il territorio, principale risorsa economica e culturale del nostro Paese, deve procedere in modo contestuale all’identificazione di efficaci strumenti di gestione delle trasformazioni e di promozione dell’architettura di qualita. L’incentivazione degli strumenti connessi al contenimento dei consumi energetici, alla sostituzione dell’edilizia di scarsa qualita, alla riqualificazione complessiva delle nostre citta deve far parte, unitamente alle relative agevolazioni di tipo fiscale, di quel complessivo progetto di riqualificazione ambientale del Paese che gli architetti italiani sollecitano da anni.”

Il Consiglio nazionale riha ribadito la necessita di “promuovere interventi pubblici e privati nel settore della rottamazione urbana che rappresenterebbero una grande opportunita per l’industria e per l’economia del nostro Paese e per porre mano finalmente ad un piano generale di tutela,di consolidamento e di ricostruzione del patrimonio edilizio postbellico che ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza architettonica, urbanistica e ambientale”.

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