IMPRESE – Ortofrutta: Italia, Francia e Spagna unite per...

MADE IN ITALY – Imprese: a Loccioni il “Nastro...

17 novembre 2010 Comments (0) News

IMPRESE – Pesca tonno: in Italia lo stop provoca solo danni economici, altri pescano lo stesso

Il periodo di divieto di pesca del pesce spada, dal 1°ottobre al 30 novembre, sotto forma di divieto ministeriale, ha lo scopo, doveroso e legittimo, di tutelare il pesce spada piccolo per garantirne la crescita e la qualita della stessa pesca: quest’anno, pero, non sono stati ne previsti ne annunciati i risarcimenti previsti dallo Stato per i casi di fermo/divieto e “quelli degli anni passati non sono bastati e avrebbero dovuto essere incrementati ed estesi, ove possibile, anche agli armatori”. Una situazione che ha creato notevoli danni economici e sociali alle imprese di pesca. Lo ha fatto presente la deputata del PdL Viviana Beccalossi, prima firmataria di un’interrogazione a risposta immediata rivolta al ministro delle politiche agricole, Giancarlo Galan, per sapere come intenda rispondere per venire incontro alle legittime esigenze e richieste della filiera della pesca del pesce spada.

La deputata ha anche ricordato che “sull’argomento il primo firmatario del presente atto ha presentato ben due atti di sindacato ispettivo, il n. 5-01856 e il n. 5-00460, cui il Governo ha dato risposta in Commissione agricoltura: a differenza degli altri anni, quest’anno la direzione generale per la pesca, per istituire il divieto, si e basata su una raccomandazione Iccat (la Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico) non recepita dall’ordinamento comunitario con conseguente regolamento, ma fondata sul fatto che il trattato sul funzionamento dell’Unione europea prevede che gli accordi conclusi dall’Unione vincolino le istituzioni dell’Unione stessa e gli Stati membri”. Secondo la Beccalossi, la tutela della crescita del pesce spada si potrebbe meglio realizzare vietando l’utilizzo di attrezzi da pesca di piccole dimensioni, i veri responsabili della cattura dei giovani esemplari di pescato” e “il Governo dovrebbe intervenire in sede europea al fine di promuovere una modifica della normativa comunitaria nel senso espresso in precedenza e non con i soliti divieti temporanei di pesca, che procurano solo danni economici ai nostri pescatori e nessun beneficio alla fauna marina, colpita dalle marinerie dei Paesi non aderenti all’Iccat che non sono obbligati al rispetto di alcuna normativa nazionale e/o internazionale“.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.