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15 maggio 2012 Comments (0) Dalla home page

PA-Costi: Corte dei conti, tagli peggiorano servizi

2.849 euro per gli stipendi dei dipendenti pubblici. Tanto spende ogni italiano superando di gran lunga gli alti Paesi europei come Germania (2.830 euro) e Grecia (2.436). E con un livello di efficienza, talvolta decisamente basso come ha evidenziato la Corte dei conti nella relazione 2012 sul costo del lavoro pubblico sottolineando che grazie a una politica di soli tagli al personale della Pubblica amministrazione il risultato e stato un peggioramento della qualita dei servizi pubblici. Infatti, il rapporto contiene un grafico che mostra come proprio la produttivita, cresciuta nel 2010 di oltre il 2%, sia tornata lo scorso anno a zero, ricominciando nel 2012 perfino a scendere, mentre il costo del lavoro per unita di prodotto riprende a salire. Colpa, sempre secondo la Corte dei Conti, dell’assenza della meritocrazia.

“Il blocco della crescita delle retribuzioni complessive e della contrattazione collettiva nazionale – si legge nella relazione – hanno comportato il rinvio, da un lato, delle norme piu significative in materia di valutazione del merito individuale e dell’impegno dei dipendenti”. I giudici tributari osservano che “nel periodo 2005-2011 il divario tra le retribuzioni contrattuali del settore pubblico e quelle dei comparti privati subisce un drastico ridimensionamento, passando da un valore dell’8 per cento al 2,6 per cento, forbice destinata ad ulteriormente restringersi per effetto del blocco della contrattazione collettiva per i soli dipendenti pubblici fino a tutto il 2014. La spesa dell’Italia per i redditi dei dipendenti pubblici e “in linea con i principali paesi dell’Unione Europea”.

Il raffronto tra il numero dei dipendenti pubblici e il totale degli occupati, in discesa per l’Italia nell’ultimo decennio (dal 16,4% al 14,4%), evidenzia – ha osservato la Corte dei Conti – un peso della burocrazia sul mercato del lavoro pari a circa la meta della Francia e di gran lunga inferiore anche al Regno Unito. Per la prima volta dalla privatizzazione del pubblico impiego infatti il conto annuale rileva una significativa diminuzione del costo del personale, che si attesta su un valore di 152,2 miliardi (1,5% in meno rispetto al 2009). Il rapporto tra Pil e spesa per i redditi dei dipendenti pubblici e in continuo calo e raggiungera, nel 2014, un valore pari al 10%.

Con una politica di tagli al personale, “si impedisce il consolidamento di procedure, competenze e professionalita, con inevitabili, negativi riflessi sulla quantita e qualita dei servizi erogati”. Alcuni comparti sono stati colpiti duramente e si trovano in “forte scopertura” gli organici di forze armate, corpi di polizia, vigili del fuoco, prefetti, diplomatici, magistrati e professori universitari. “Il personale in regime di diritto pubblico – si legge nella relazione – rappresenta nel 2010 circa il 18% del totale complessivo dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, con una spesa pari a 25,5 miliardi. In netta flessione, rispetto al 2009, gli appartenenti alle varie categorie, in particolare professori universitari (-5,6%) e magistrati (-2,8%).

Al termine del 2010, si legge ancora nella relazione, i dipendenti in servizio presso tutte le pubbliche amministrazioni con rapporto di lavoro a tempo indeterminato sono diminuiti dell’1,9%, calo che fa seguito a quello di analogo valore del 2009?. Il rapporto spiega che il ‘blocco della contrattazione deciso nel 2010 per tamponare le spese ha comportato il rinvio delle norme piu significative in materia di valutazione del merito individuale e dell’impegno dei dipendenti contenute nel decreto legislativo n. 150 del 2009, impedendo anche l’avvio del nuovo modello di relazioni sindacali delineato nell’intesa del 30 aprile 2009 maggiormente orientato a una effettiva correlazione tra l’erogazione di trattamenti accessori e il recupero di efficienza delle amministrazioni’.

Senza considerare i costi di Palazzo Chigi: basti pensare che alla presidenza del Consiglio dei ministri, nel 2010, si spendevano per gli stipendi al personale 198 milioni e 700 mila euro: l’11,2% in piu in un solo anno. Depurando la cifra degli arretrati, si arriva addirittura al 15,5%, con punte astronomiche del 35,5% e del 57% rispettivamente per i dirigenti di prima e seconda fascia a tempo determinato. Si tratta di cifre che hanno decisamente dell’assurdo.

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