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21 ottobre 2009 Comments (0) Dalla home page

MOSTRE – Emilia Romagna: alberi monumentali

Dal 22 ottobre al 2 novembre, a Rimini presso l’Istituto Musicale G. Lettimi

Un censimento svolto negli anni
Ottanta ha portato alla schedatura degli alberi monumentali singoli, in
gruppo o in filare, sparsi su tutto il territorio regionale di cui oltre 600 sono stati sottoposti a tutela in base alla legge regionale n 2/77 che stabilisce la conservazione di tali alberi: “possono essere soggetti a particolare tutela esemplari arborei singoli
o in gruppi, in bosco o in filari, di notevole pregio scientifico e
monumentale, vegetanti nel territorio regionale”. Da qui l’idea di esporre le fotografie vincitrici e una selezione di sessanta immagini tra
quelle pervenute in occasione del concorso fotografico dedicato agli
alberi monumentali, organizzato nel 2002 dalla Regione Emilia-Romagna –
Assessorato all’Ambiente e Istituto per i beni artistici, culturali e
naturali.
La mostra itinerante “Giganti protetti, gli alberi monumentali in Emilia-Romagna”, promossa dall’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna sara ospitata dal 22 ottobre al 2 novembre 2009 presso l’Istituto Musicale G. Lettimi. L’iniziativa fa parte del calendario di “Ambiente Festival 2009”.
A corredo della mostra una serie di pannelli dedicati all’albero dal punto di vista naturalistico, storico-artistico e simbolico.
Dall’olmo di Campagnola Emilia, in provincia di Reggio Emilia, il piu imponente sul territorio regionale, alla rovere di Corte Brugnatella, in provincia di Piacenza, che con un circonferenza di oltre sei metri e una altezza di 28 e la quercia piu grande della regione; dal cipresso di Villa Verucchio (nella foto) in provincia di Ravenna, che la tradizione vuole piantato da San Francesco, all’acero montano situato presso il Santuario della Beata Vergine (Madonna dell’Acero) di Lizzano in Belvedere in provincia di Bologna: la regione presenta un consistente patrimonio di alberi secolari, veri e propri “monumenti” che si evidenziano per il loro notevole interesse naturalistico e culturale.

 

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