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23 ottobre 2011 Comments (0) Dalla home page

UE-Mediazione: armonizzare le norme

Il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a presentare, entro la fine del 2011, una proposta legislativa relativa al ricorso alle modalita di risoluzione alternative delle controversie, in materia di consumo nell’Unione europea, sottolineando l’importanza della rapida adozione di tale proposta in materie civile, commerciale e familiare. Inoltre, l’Europarlamento ha ribadito sia l’accoglimento con favore dell’armonizzazione di alcune norme per la mediazione sottolineando la necessita di definire termini comuni e di applicare garanzie procedurali in tutti i settori dell’ARD (Alternative Dispute Resolution), sia la necessita di riesaminare le raccomandazioni della Commissione del 1998 e del 2001 nonche il Codice di condotta.

Il Parlamento europeo e tuttavia convinto che l’ADR faccia parte di un’agenda generale “giustizia per la crescita” trasversale a tutti i settori nonche del parere che qualsivoglia approccio all’ADR debba andare oltre le liti dei consumatori e includere le transazioni civili e commerciali tra imprese (B2B), a prescindere dal fatto che siano effettuate tra imprese private o pubbliche, le controversie familiari, i casi di diffamazione e le altre controversie d’interesse generale o che vedono opporsi parti aventi status giuridico diverso.

Al fine di non pregiudicare l’accesso alla giustizia, il Parlamento Ue si oppone a qualsiasi imposizione generalizzata di un sistema obbligatorio di ADR a livello comunitario, ma ritiene che si potrebbe valutare un meccanismo obbligatorio per la presentazione dei reclami delle parti al fine di esaminare le possibilita di ADR e ritiene che non solo la mediazione, ma l’ADR in generale (articolo 8 della direttiva 2008/52/CE) debba influire sui termini di prescrizione e di decadenza. Riconosce, anche, il rischio costituito dalle molte forme di ADR e il rischio di ritardi abusivi nei procedimenti giudiziari. La Commissione poi deve prevedere una sospensione dei termini di prescrizione nel caso di procedure di arbitrato o di mediazione e in certi casi di ADR.

“Finalmente, ascoltate le ragioni dell’Anpar – si legge in una nota dell’Associazione – di estendere anche all’arbitrato le agevolazioni, le esenzioni fiscali e riduzione delle tariffe, per una piu rapida deflazione dei procedimenti nazionali e transfrontalieri. Attendiamo ora solo di essere sentiti – precisa l’Anpar – cosi come previsto dall’articolo 26 del D. Leg.vo n. 9/11/2007, N. 206 – essendo l’unica associazione rappresentativa a livello nazionale della professione regolamentata dei mediatori – dal Ministro Nitto Palma attraverso il quale proporre nostre osservazioni alla Commissione europea in merito alla proposta di risoluzione del Parlamento europeo.

*(Ndr: per la mediazione l’Italia ha ricevuto apprezzamenti lusinghieri per l’obbligatorieta di alcune materie)

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