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12 luglio 2010 Comments (0) Dalla home page

EUROMED – Export: Urso, senza dazi il Made in Italy cresce

L’Italia, scavalcando la Francia e la Germania, e il primo partner commerciale della sponda sud del Mediterraneo gia da un anno e questa sua presenza si sta ancora incrementando grazie all’entrata in vigore dell’area di libero scambio per il settore dei prodotti industriali e dei manufatti. Lo ha affermato Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo economico nel suo intervento ai lavori del Forum sul Mediterraneo spiegando che “dal primo gennaio di questo anno l’Europa e i dieci Paesi della sponda Sud del Mediterraneo hanno abbattuto i dazi negli scambi commerciali nel comparto industriale e dei manufatti. Tutto cio – ha proseguito il viceministro –  si e trasformato in un enorme beneficio soprattutto per il Made in Italy, non a caso nel primo trimestre del 2010 il nostro export e cresciuto del 23,2% e se questa tendenza verra rispettata potremmo chiudere l’anno con un valore di oltre 22 miliardi di euro di esportazioni nel comparto industriale che rappresenta il 95% del nostro export nell’area. Una cifra record mai raggiunta in precedenza. Tutto questo – ha poi aggiunto – ci rende possibile un obiettivo: raggiungere entro il 2012 la soglia dei 30 miliardi di esportazione. Una meta possibile, giusta combinazione di export e investimenti”.

”Per questo – ha affermato il viceministro – bisogna abbattere i muri e non crearne di nuovi perche il libero commercio e non paventate ipotesi protezionistiche, sono la risposta alla crisi economica internazionale”. Urso ha annunciato anche una road map del Ministero dello Sviluppo economico per rafforzare la presenza italiana nei distretti industriali dell’area, dal Marocco alla Turchia, passando per la Tunisia e la Libia ”che puo’ rappresentare la porta di ingresso per gli investimenti italiani nell’area – ha commentato – in virtudelle agevolazioni fiscali offerte, dell’esenzione dal pagamento dei dazi doganali su macchinari, attrezzature e materie prime esclusivamente per le imprese italiane”.

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