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18 aprile 2019 Comments Off on MADE IN ITALY-Dazi Usa: colpito il 50% del made in Italy. Il punto di ExportUSA Commerciale

MADE IN ITALY-Dazi Usa: colpito il 50% del made in Italy. Il punto di ExportUSA

Il presidente degli Stati Uniti ha da poco minacciato l’aumento dei dazi su circa la metà dei prodotti alimentari e le bevande esportate in USA che, nel 2018, ha registrato il record di importazioni, con un valore pari a 4.2 miliardi (+2% rispetto all’anno precedente). Sembrerebbe che siano coinvolte quasi tutte le categorie di prodotti tipiche del Made in Italy: dal vino ai formaggi, dall’olio di oliva agli agrumi, dall’uva alle marmellate fino ad arrivare all’acqua e ai superalcolici.

A causa dei dazi aumenterebbero i prezzi dei prodotti italiani sul mercato americano, favorendo il diffondersi di prodotti non autentici. Ma è proprio così?

“Per prima cosa – spiega Lucio Miranda, presidente di ExportUSA, società di consulenza che aiuta aziende e professionisti a entrare, con successo, nel mercato americano – è importante sottolineare che, almeno in questo momento, l’aumento dei dazi è solo un’ipotesi e non è affatto detto che dalle parole si passerà ai fatti. Potrebbe essere, come è già successo, la solita tattica di negoziazione usata da Trump. Il mercato americano continuerà, anche nei prossimi mesi, ad offrire grandissime opportunità alle aziende italiane: non dimentichiamo che si ipotizza, nel 2019, una crescita del PIL tra l’1.8% ed il 2%. Per emergere in un mercato così vasto, complicato e competitivo come quello americano la parola chiave è preparazione: deve essere bandita ogni forma di improvvisazione. Occorre studiare, insieme a chi conosce profondamente il mercato americano, tutto nel minimo dettaglio: la comunicazione, il pack, la fascia di prezzo, il target di clienti a cui rivolgersi, la scelta dei canali distributivi in cui entrare ed anche gli Stati in cui vendere. Gli Stati Uniti sono un mercato in forte espansione e aperto, ma con una concorrenza spietata. Un mercato nel quale non si può improvvisare, con differenze abissali tra un territorio e l’altro. Sottovalutare le diversità che ci sono è molto pericoloso e può portare al fallimento di trattative commerciali, alla non acquisizione di ordini o alla perdita di partnership strategiche”.

La recente minaccia di Trump, inoltre, scrive un nuovo capitolo della tormentata storia tra Airbus e Boeing che dura ormai da 14 anni. Dopo anni e anni di contenziosi, il WTO ha emesso una sentenza in cui conferma che Airbus ha ricevuto aiuto di Stato non permessi che hanno danneggiato la Boeing. I dazi, dunque, non sarebbero altro che la conseguenza di questo pronunciamento del WTO. Ma anche in questo caso, al momento, si tratta solo di una minaccia.
Lucio Miranda è a completa disposizione per fornire qualsiasi ulteriore approfondimento e/o informazione.

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