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PMI – Quintieri: sentenza inoppugnabile apre nuova era

24 febbraio 2010 Comments (0) Dalla home page

IMPRESE – Della Vedova: piccolo è bello se cresce

Gli effetti della crisi stanno mettendo in grande difficolta gran parte delle piccole e medie imprese, che svolgono attivita di ricerca e di sperimentazione e che costituiscono l’offerta di tecnologia avanzata a servizio del tessuto economico: queste imprese ad elevatissimo investimento in forza lavoro specializzata e dotate di grandi patrimoni immateriali, costituiti da brevetti, modelli e marchi, devono, inoltre, far fronte alla crescente concorrenza internazionale e sempre piu spesso si segnalano casi di piccole e medie imprese in difficolta, con il rischio che l’acquisizione delle stesse da parte di imprese estere – e la conseguente migrazione delle eccellenze – sia dovuta non ad una scelta deliberata, ma alle ristrettezze finanziarie per l’attuale difficolta ad accedere al credito. Eppure tra queste imprese sono comprese anche le imprese piu innovative, quelle che fanno ricerca, che hanno brevetti innovativi in tanti settori e che possono rappresentare un polmone di sviluppo per il Paese. Questo il senso di un’interrogazione a risposta immediata di cui e primo firmatario Benedetto Della Vedova del PdL e rivolta martedi 23 febbraio al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che ha risposto il giorno dopo, nel pomeriggio di mercoledi 24 febbraio. Nell’interrogazione si chiedeva se e come il Governo intenda intervenire per creare le condizioni di credito e di finanziamento, in particolare per le aziende piu innovative sulle frontiere tecnologiche, per le piccole e medie imprese, che altrimenti rischierebbero di soccombere e sarebbe un peccato per l’economia nazionale.

Nella risposta, il ministro, condividendo le argomentazioni di Della Vedova, ha ribadito che le piccole e medie imprese sono l’ossatura portante della nostra economia e per questo il Governo Berlusconi ha adottato numerose iniziative per sostenerle. “Con il potenziamento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese nel 2009 – ha ricordato Scajola – abbiamo dato risposta a 24mila imprese, quasi il doppio del 2008, allentando in questo modo la stretta creditizia e consentendo quindi erogazioni di finanziamenti per complessivi 4,5 miliardi di euro. Con il nuovo strumento della Legge sviluppo, attraverso contratti di reti di imprese – ha aggiunto – assicureremo significative agevolazioni amministrative e finanziarie di accesso alla ricerca, per consentire alle aziende, soprattutto a quelle piccole, di cui lei parlava, di affrontare con maggiore successo le sfide dell’innovazione e dell’internazionalizzazione, pur preservando ciascuna la propria giusta identita”. Il ministro ha ricordato anche l’attivazione del Fondo nazionale per l’innovazione che ha concesso 60 milioni di finanziamento a progetti innovativi basati sull’utilizzo economico dei brevetti e ulteriori 80 milioni sono stati stanziati per un pacchetto di servizi alle imprese e agli enti pubblici di ricerca per l’innovazione.

“I nuovi contratti di innovazione tecnologica consentiranno – ha sottolineato il ministro – credo gia proprio dal prossimo mese di offrire risorse preziose, aprendo ai giovani ricercatori italiani nuove prospettive. Vogliamo sviluppare ulteriormente, ed e allo studio in queste settimane per un prossimo provvedimento legislativo, l’estensione sulle nuove tecnologie della vita e delle attivita culturali e turistiche alle nuove tecnologie dell’informazione, dell’aerospazio e dell’ambiente”. Il ministro ha concluso ribadendo che il Governo ha messo a punto una gamma di strumenti vasta, con un rilevante impatto finanziario, che si muove nella direzione auspicata nell’interrogazione, per consentire alle imprese, soprattutto alle piccole e medie imprese, di affrontare meglio la sfida della competitivita, orientata proprio attraverso strumenti di agevolazione sul campo finanziario e di agevolazione e di incentivazione sull’innovazione e sulla ricerca di prodotto.

Alle parole di Scajola, Dalla Vedova ha replicato ricordando che il problema piu immediato per le imprese e la questione creditizia e, quindi, e necessario che “il sistema finanziario italiano fornisca quegli strumenti (la private equity e cosi via) che siano in grado di sostenere la crescita dimensionale delle piccole imprese. Infatti – ha contnuato – e giusto sottolineare ed enfatizzare il sostegno in particolare per le imprese innovative e che fanno ricerca, perche io credo che in prospettiva dovremmo anche aggiornare lo slogan: piccolo e bello, soprattutto quando riesce a crescere. Proprio da questi strumenti che si cerca di mettere in campo credo debba nascere la consapevolezza che abbiamo anche bisogno di medie aziende che diventino grandi aziende, soprattutto sfruttando il know how, l’innovazione e i brevetti, che sono le condizioni che possono garantire una crescita dimensionale ed occupazionale alle imprese italiane, cercando invece di impedire – noi che non abbiamo nulla in contrario agli investimenti esteri, quando arrivano in Italia – che le grandi imprese estere facciano shopping dei brevetti, per poi svilupparli dal punto di vista occupazionale e della creazione di valore in imprese all’estero.

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