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30 agosto 2010 Comments (0) Dalla home page

MADE IN ITALY – Legge: Ue protesta e Urso la rinvia a Cdm

E’ stata congelata l’entrata in vigore della legge n. 55/10 sull’etichettatura Made in Italy, la cosiddetta Reguzzoni-Versace che riguarda la commercializzazione dei prodotti tessili, calzaturieri e della pelletteria, prevista per i primi di ottobre. La decisione e stata presa dal viceministro dello Sviluppo economico, Adolfo Urso, a seguito della recente lettera inviata dall’Unione europea alle autorita competenti italiane, nella quale erano state sollevate perplessita sulla nuova normativa italiana evidenziando come la nuova legge genera il problema della libera circolazione delle merci sul territorio europeo. Considerato il parere negativo della Ue, Urso ha deciso di correre ai ripari, rimandando il tutto al prossimo Consiglio dei ministri, durante il quale sara proposto con un emendamento di slittare la data di entrata in vigore della legge sul Made in Italy, attualmente prevista per il primo ottobre, cosi da evitare il rischio di incorrere in possibili sanzioni dalla Ue.

Il vice ministro, ha precisato che, nonostante “le norme dell’etichettatura obbligatoria sono fondamentali per il nostro export, esse non rispettano i binari dell’Unione: sara quindi necessario congelare per qualche mese la legge approvata dal nostro Parlamento e nel frattempo muovere le pedine europee”. Il vice ministro si riferisce in particolare alla proposta di regolamento sull’etichettatura obbligatoria per le merci extra Ue che sara discussa a settembre dal Parlamento europeo. Infine, Urso ha ammesso che “la strada maestra sia quella dell’Unione europea anche perche in questo modo avremmo la garanzia che in tutto il mercato interno valgono le stesse regole di trasparenza, riconoscibilita del prodotto e, quindi, di etichettatura sul paese d’origine”. Sull’argomento uno dei due “titolari della legge”, il deputato leghista Marco Reguzzoni, aveva rivolto un’interrogazione preoccupato che vengano vanificati “gli sforzi compiuti per tutelare gli interessi degli imprenditori onesti e dei consumatori” anche perche le imprese sono in attesa di avere indicazioni su come “difendersi dalla concorrenza di chi senza scrupoli immette sul mercato prodotti di qualita estremamente bassa e dannosi per la salute umana, facendoli passare come Made in Italy”. Nell’interrogazione prodotta prima della pausa estiva, Reguzzoni aveva affermato che un posticipo dell’entrata in vigore della legge “arrecherebbe un serio danno alle imprese italiane, mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza sul mercato”.

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