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4 novembre 2013 Comments (0) Dalla home page

L.STABILITA’-Tasse: Cgia, Governo in stato confusionale

Il ministro Zanonato chiede lo stop dei numeri a caso ? Ha ragione, ma sbaglia destinatario. Chieda conto ai tecnici del Ministero dell’Economia, visto che ieri pomeriggio il viceminsitro, Stefano Fassina, parlava di una riduzione delle tasse per gli italiani di 1,7 miliardi. Oggi, il Ministero lo smentisce e parla di un taglio poco superiore alla meta: precisamente 953 milioni.

Non usa mezzi termini il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, nel rispondere alle affermazioni rilasciate dal ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato. “Se a distanza di quasi 20 giorni dall’approvazione del disegno di legge di Stabilita il ministero dell’Economia e costretto, di domenica, a venirci a dire che le famiglie l’anno prossimo rispermieranno 953 milioni di euro, riducendo di quasi la meta l’importo indicato il giorno prima dal proprio viceminsitro, allora lo stato confusionale in cui versano e completo”.

Conclude il segretario della Cgia, ma se sono cosi sicuri che l’anno prossimo pagheremo meno tasse, perche stanno discutendo di elevare la no tax area a 9mila euro ? Perche sulla Tasi vogliono introdurre le detrazioni e intendono rivedere il taglio del cuneo fiscale per agevolare i redditi piu bassi ?”. La verita, come abbiamo correttamente denunciato ieri – ricorda la Cgia – e che gli italiani pagheranno l’anno prossimo 1 miliardo di tasse in piu. Buona parte sara in capo alle banche, ma e evidente che queste le riverseranno sui correntisti, ovvero su famiglie e imprese.

Infatti, nel confermare la correttezza dei dati diffusi sull’impatto economico prodotto da tutte le voci fiscali introdotte dal disegno di legge di Stabilita – pari a 1,1 miliardi di euro di tasse in piu nel 2014 – la Cgia, in risposta alle dichiarazioni rilasciate da Fassina, segnala che nel proprio comunicato stampa ha riportato con evidenza e precisione che l’aggravio fiscale piu importante interessera gli istituti di credito. Ecco di seguito lo stralcio ripreso dalla news:

“Analizzando le singoli voci notiamo che tra le maggiori entrate spiccano i 2,6 miliardi di euro relativi alle svalutazioni dovute alle perdite dei crediti. Si tratta di maggiori entrate legate al mutamento delle regole che disciplinano il trattamento fiscale delle perdite e delle svalutazioni dei crediti delle banche e delle imprese che operano nel settore finanziario e assicurativo. Le novita normative permetteranno in futuro di ottenere dei risparmi di imposta, consentendo a queste imprese di dedurre le perdite in cinque anni”.

Detto cio, e molto discutibile sostenere che l’aumento del prelievo fiscale sulle banche non dara luogo a nessuna ricaduta sulle famiglie e sulle imprese. Anche se si aumentano le tasse solo alle banche, sempre tasse sono e gli effetti negativi sui correntisti rischiano di essere molto pesanti. Le tasse, ricorda la Cgia, si possono traslare: in questo caso percuoteranno le banche, ma potranno incidere anche sui portafogli dei cittadini.

A questo proposito, sempre la Cgia ricorda quanto e emerso nel gennaio di quest’anno nella relazione al Parlamento redatta dall’Autorita dell’Energia elettrica e del gas che, a seguito dell’introduzione della Robin Hood Tax (addizionale Ires che nel 2008 interesso le aziende energetiche e petrolifere) ha monitorato il comportamento delle 476 imprese interessate da questa nuova imposta. Ebbene, l’Autorita ha avuto modo di rilevare che ben 199 aziende avevano trasferito il maggiore onere tributario sui propri clienti, nonostante questa operazione fosse vietata dalla legge.

“Sono convinto – ha detto Bortolussi – che il Governo sta lavorando bene e in piu di una occasione ho avuto modo di affermare che in questo momento e l’unico Esecutivo in grado di guidare il Paese. Fermo restando che la precisazione del Vice Ministro Stefano Fassina e sicuramente opportuna, se avesse avuto modo di leggere in nostro comunicato e le tabelle allegate avrebbe capito che queste cose le avevamo gia dette noi. A dimostrazione della nostra equanimita, gia nel sottotitolo del comunicato di ieri avevamo avuto modo di sottolineare che gli effetti positivi della manovra si faranno sentire nel 2015 e nel 2016”.

Ritornando sul nuovo peso fiscale che gravera l’anno prossimo sulle banche, si tratta di una tassa una tantum che almeno in parte potra essere traslata sui clienti, potra incentivare la riduzione del credito erogato alle imprese, in particolar modo a quelle piu piccole, e mettere in difficolta i piccoli istituti di credito che in questo momento si trovano in grave difficolta.

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