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28 novembre 2014 Comments Off on L.STABILITA’ – Riccometro Isee: da gennaio patrimonio e reddito familiare verranno incrociati con i corrispettivi bancari. Chi rischia di più News

L.STABILITA’ – Riccometro Isee: da gennaio patrimonio e reddito familiare verranno incrociati con i corrispettivi bancari. Chi rischia di più

E una delle principali novita della Legge di Stabilita, il cui disegno di legge e approdato in aula ieri. Dal primo gennaio patrimonio e reddito familiare verranno incrociati con i corrispettivi bancari, per la richiesta di conti e depositi. Lo prevede il nuovo Isee, il cosiddetto ‘riccometro’, che fornira una miniera di informazioni per l’Agenzia delle Entrate e le istituzioni fiscali. Le autorita dovrebbero inizialmente prendere di mira i furbetti piu benestanti.

Per riccometro si intende quel dispositivo azionato dalle istituzioni politiche e fiscali per stanare gli evasori che sfrutttano sconti e buoni di acquisto agevolato senza averne in teoria il diritto legale. Con la nuova versione dell’Isee le autorita del Fisco saranno in grado di valutare lo stato di salute dell’economia di ogni famiglia, con l’obiettivo di ridurre le ingiustizie sociali costituite spesso da i poveri onesti che pagano per gli evasori, piccoli e grandi.

Le principali modifiche al sistema di recupero di informazioni fiscali riguardano la tassa unica e una nuova ‘super anagrafe’. Ma sulla tassa unica sulla casa restano ancora da definire i dettagli. I tecnici del ministero dell’Economia intanto sono al lavoro per studiare una nuova tassa unica sulla casa che sostituira Tasi, Imu e simili. Stando alle ultime indiscrezioni l’imposta sara meno generosa del previsto.

D’ora in avanti le informazioni contenute nella ‘super anagrafe’ dei conti correnti non aiuteranno solo il fisco a scovare i cosiddetti ‘furbetti’ gia citati, ma dovranno anche costituire una semplificazione nella compilazione della Dsu.

Dal 2015 verranno svolte analisi ad ampio raggio per prevenire i crimini. Come avverra? Valutando il rischio di evasione a cui sarebbero soggetti i contribuenti, eliminando di fatto il freno posto dal decreto Salva Italia al recupero delle informazioni sui conti correnti e in deposito.

Come funziona il nuovo Isee

Raccolta e incrocio dei dati. Chi si trova a compilare il quadro FC2 destinato, appunto, ai dati su conti correnti e altre forme di investimento, avra a che fare anche con una casella che precede quella destinata all’indicazione analitica della giacenza e degli investimenti. La casella deve essere barrata da chi intende dichiarare di non aver posseduto, nel 2014, alcun tipo di rapporto finanziario.

Una dichiarazione che fa scattare in automatico verifiche presso l’Anagrafe tributaria, come espressamente previsto dalle nuove norme, e l’incrocio con i dati dell’Inps riferiti ai modelli Isee. Insieme ai redditi che non rientrano nell’elenco dei dati che sono piu autocertificati, ossia tutti quelli relativi alle dichiarazioni fiscali, l’Agenzia delle entrate e infatti tenuta a comunicare all’Inps anche le informazioni relative all’esistenza di rapporti in essere con banche, Poste italiane, intermediari finanziari, imprese di investimento, fondi comuni, societa di gestione del risparmio e altri operatori finanziari, individuando omissioni e difformita rispetto ai dati autocertificati.

Si potra quindi individuare facilmente chi ha dichiarato il falso, in quanto in assenza di rapporti bancari o postali l’Agenzia delle entrate potra effettuare controlli ad hoc, e i nominativi dei soggetti sottoposti a controllo nei cui confronti emergono divergenze nella consistenza del patrimonio mobiliare dichiarato ai fini Isee rispetto a quello accertato presso l’Anagrafe tributaria, sono comunicati alla Guardia di finanza.

Le possibili opzioni. Sulla base di questo sistema, chi ha nascosto rapporti con gli intermediari finanziari in passato ha quindi di fronte a se due opzioni: evitare di ripresentare in futuro la Dsu e rinunciare all’accesso a prestazioni o riduzioni d’imposta alle quali non ha diritto, oppure autodenunciarsi e sottoporsi ai controlli. In questo ambito ovviamente non avra nulla da temere chi non ha indicato i dati per semplice dimenticanza, dato che chi ha un conto corrente con giacenza limitata non corre alcun rischio se non ha nascosto al fisco altri redditi.

La giacenza media sui conti. Peraltro, in riferimento ai conti correnti, c’e gia in vista una novita destinata a semplificare la vita di chi presenta la Dsu. Nel modello attuale e richiesta l’indicazione della giacenza media sul conto, una dato che deve obbligatoriamente essere ricavato dalle comunicazioni periodiche che la banca invia. Per ottenere la giacenza media occorre infatti sommare i “numeri creditori totali” riportati negli estratti conto in maniera da coprire tutto l’anno (ad esempio, se si ricevono estratti conto trimestrali, il primo estratto riporta i numeri creditori totali dal 1° gennaio al 31 marzo, il secondo dal 1° aprile al 30 giugno e cosi via) e poi dividere questo importo per 365. Un calcolo che rappresenta una inutile complicazione aggiuntiva e non pochi rischi di errore. Per questo motivo nella Legge di stabilita e stato previsto che dal prossimo anno i dati siano acquisiti direttamente tramite Anagrafe tributaria.

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