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14 novembre 2011 Comments (0) Dalla home page

L.STABILITA’-Occupazione e imprese: le misure

Il nuovo contratto di apprendistato, il contratto di inserimento (con particolare riferimento all’inserimento delle donne), il contratto part-time e il telelavoro: questi gli istituti lavoristici oggetto di modifica ad opera dell’art. 22 della legge di stabilita, approvata in via definitiva dalla Camera il 12 novembre. Nel dettaglio le novita sono le seguenti:
a) sgravi per l’apprendistato: niente contributi per 3 anni. Al fine di promuovere l’occupazione giovanile e prevista, a decorrere dal 1° gennaio 2012 e per i contratti di apprendistato stipulati successivamente alla medesima data ed entro il 31 dicembre 2016, una decontribuzione totale (contributi previdenziali ed assistenziali Inps ed Inail) per i primi tre anni nei confronti delle imprese, con una dimensione aziendale fino a 9 dipendenti, che assumono lavoratori con il contratto di apprendistato. Con tale misura dovrebbe realizzarsi una riduzione del costo del lavoro per le imprese che di fatto dispensate per 3 anni dal pagamento dei contributi;
b) incentivi per il contratto di inserimento donne. Al fine di promuovere l’occupazione femminile, s’intende liberalizzare l’utilizzo del contratto di inserimento anche per le assunzioni delle donne nelle aree che non risultano svantaggiate, cioe consentire la stipula del contratto di inserimento anche in favore delle donne che sono nelle aree dove il tasso di occupazione femminile sia inferiore di almeno 20 punti percentuali rispetto a quello maschile o il cui tasso di disoccupazione femminile superi di almeno 10 punti percentuali quello maschile. L’incentivo e rivolto alle donne di qualsiasi eta che sono prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi. Le aree saranno individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze da adottarsi entro il 31 dicembre di ogni anno, con riferimento all’anno successivo. Con tale misura dovrebbe realizzarsi una riduzione del costo del lavoro attraverso una serie di agevolazioni normative e riduzioni dei contributi da versare;
c) incentivi al contratto di lavoro part-time. Con la legge di stabilita s’intende promuovere e rilanciare anche il ricorso al contratto a tempo parziale.

A tal fine, e necessario favorire e/o incrementare l’utilizzo delle clausole flessibili ed elastiche, sempre nel rispetto dei contratti collettivi nazionali. In particolare, le clausole flessibili concernono la collocazione temporale della prestazione lavorativa, mentre le clausole elastiche si riferiscono all’incremento del numero delle ore lavorate, e alla variazione della durata della prestazione stessa, e anche con il ricorso al lavoro supplementare;
d) incentivazione del telelavoro. Tra i progetti volti a consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di usufruire di particolari forme di flessibilita degli orari e dell’organizzazione del lavoro viene prevista l’utilizzazione del telelavoro anche nella forma del contratto a termine, e reversibile. Facilitato, altresi, l’inserimento lavorativo dei disabili.

Tra le misure che il Governo ha inserito nel maxiemendamento al disegno di legge di stabilita per il 2012, approvato in via definitiva dalla Camera il 12 novembre, sono presenti una serie di norme tese alla semplificazione in materia societaria. Viene in rilievo, in proposito, l’art. 14 del citato disegno di legge, rubricato «Riduzione degli oneri amministrativi per le imprese e cittadini», il quale detta alcune disposizioni in materia di controlli societari che riguardano sia le societa a responsabilita limitata che le societa per azioni.
Quanto alle S.r.l., il comma 13 dell’art. 14 modifica l’art. 2477 c.c. propugnandone un nuovo testo che consenta, in via generale, alle societa la nomina nell’atto costitutivo di un sindaco unico (in luogo del collegio sindacale) o di un revisore legale. Tale nomina diviene poi obbligatoria in quelle ipotesi che attualmente impongono la previsione del collegio sindacale. In particolare, cio accade quando:
a) il capitale sociale della S.r.l. non e inferiore a quello minimo stabilito per le societa per azioni (euro 120.000);
b) la societa e tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
c) controlla una societa obbligata alla revisione legale dei conti;
d) per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti indicati dal primo comma dell’art. 2435bis c.c., ovvero: totale dell’attivo dello stato patrimoniale: euro 4.400.000; ricavi delle vendite e delle prestazioni: euro 8.800.000; dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unita.
Con riguardo alle S.p.a. si prospetta un’ipotesi analoga, introducendosi all’art. 2397 c.c. una ulteriore disposizione in base alla quale le societa che abbiano un capitale sociale inferiore a 1 milione di euro possono statutariamente prevedere che l’organo di controllo sia composto da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro. Resta ferma, invece, la composizione necessariamente collegiale dell’organo di controllo per tutte le societa per azioni che possiedano un capitale sociale pari o superiore a 1 milione di euro.

Ancora, con l’aggiunta di un comma 4bis all’art. 6 del D.Lgs. 231/2001, si prevede che, nelle societa di capitali, il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza e il comitato per il controllo della gestione possano svolgere le funzioni dell’organismo di vigilanza ai sensi del medesimo decreto legislativo. In tal senso, gli organi indicati potranno assumere compiti di controllo in materia di responsabilita amministrativa delle persone giuridiche per gli illeciti dipendenti da reato. Infine, si dispone che, a decorrere dal 1? gennaio 2012, le societa a responsabilita limitata che non siano tenute alla nomina del collegio sindacale possano redigere il bilancio secondo uno schema semplificato, rimettendosi ad un decreto del ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, la individuazione delle voci e della struttura del bilancio semplificato.

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