CLOUD-Aruba presenta il primo Pitch Day: 6 startup in...

FRANCHISING-Schmidt Cucine: un’interessante opportunità

4 novembre 2014 Comments (0) Dalla home page

LOBBISMO-Legge: prioritario regolare il settore

Servono regole di trasparenza, maggiore controllo degli accessi al parlamento e una legge per garantire l’accesso pubblico alle informazioni. Infatti, trasparenza dell’attivita di lobbying, integrita e pari condizioni di accesso ai processi decisionali in Italia sono ai livelli minimi come emerge dal report “Lobbying e democrazia. La rappresentanza degli interessi in Italia”, che e stato presentato alla Camera dei Deputati da Transparency International Italia nell’ambito di un progetto europeo portato avanti in 19 Paesi. Transparency International Italia non si limita a constatare lo stato dell’arte, ma propone alcune soluzioni per rendere la professione del lobbista trasparente e responsabile come dovrebbe essere. Hanno preso parte all’evento politici, professionisti e altri esperti del settore. Tutti concordano sulla necessita di arrivare a piu presto ad una regolamentazione del settore, in particolare Gianluca Comin sprona i politici presenti: “Fate questa legge!”.

Il problema principale indicato da tutti i partecipanti al panel di esperti riguarda la necessita di avere regole trasparenti e precise soprattutto in vista dell’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

Di particolare interesse alcuni spunti arrivati dal confronto tra i rappresentanti politici presenti in sala.

IMG_5749-1024x768Ivan Scalfarotto, sottosegretario del Ministero per i Rapporti con il Parlamento, recepisce tutte le raccomandazioni di Transparency International Italia per la regolamentazione e trasparenza del lobbying. Si augura che queste nuove norme possano vedere presto la luce.

“La regolamentazione del lobbying e importante – ha affermato Il viceministro alle Infrastrutture Nencini – non solo per prevenire la corruzione ma anche per rendere piu efficiente il processo decisionale”.

Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, mette in guardia: “Nei giorni di approvazione della legge di stabilita siamo pronti a fotografare chi si affolla fuori dalle aule”. Sia Di Maio che Giuseppe Civati vedono la veloce approvazione di un Freedom of Information Act come prima tappa necessaria a portare trasparenza nel lobbying. Civati, vista il ruolo sempre piu predominante dell’esecutivo nella formulazione delle leggi, si auspica che i nuovi regolamenti non si limitino solo alle attivita dei parlamentari. Cosi anche Di Maio, identifica nei funzionari che predispongono i regolamenti di attuazione delle leggi un obbiettivo molto sensibile per i lobbisti.

Infine, Transparency International Italia accoglie la proposta venuta da piu parti e da Di Maio in primis di sollecitare al presidente della Camera a porre all’ordine del giorno dell’Ufficio di Presidenza la revisione del regolamento interno della Camera che ponga maggiori limiti ai lobbisti.

IMG_5748-1024x768“Il punto di partenza e certamente l’istituzione di un registro dei lobbisti – afferma Virginio Carnevali, presidente dell’associazione – Si tratta di uno strumento molto semplice, gia presente in diversi Paesi europei e presso le istituzioni comunitarie. Il controllo degli accessi al Parlamento, la pubblicazione degli incontri tra politici e lobbisti e l’accesso completo all’iter legislativo sono altri passaggi chiave che possono permettere un maggior controllo da parte dei cittadini e della societa civile. L’augurio e che questo Governo dia un forte impulso nella direzione di un lobbying totalmente trasparente”.

La trasparenza del processo di lobbying passa anche, o soprattutto, attraverso la trasparenza degli atti, come ci ricorda ancora Virginio Carnevali, da tempo ci battiamo perche sia garantito pieno accesso a tutti i documenti della pubblica amministrazione, compresi quelli riguardanti le attivita di lobbying. Le informazioni raccolte o detenute dalla pubblica amministrazione, ricordiamolo, appartengono ai cittadini. Per questo vorremmo vedere presto anche in Italia un Freedom of Information Act: insieme a molte altre realta della societa civile abbiamo lanciato la campagna Foia4Italy, primo esempio in Italia di scrittura partecipata di una legge”.

Per l’Italia emergono dati allarmanti: solo l’11% dei rapporti tra politica e “gruppi di pressione” e in chiaro.

IMG_5745-1024x768“Che il panorama della regolazione e trasparenza del lobbying in Italia non fosse incoraggiante lo si poteva immaginare, ma forse non in questi termini”, afferma Chiara Putaturo, tra gli autori del report. Dall’analisi condotta da TI-Italia emerge infatti uno scenario sconfortante che classifica il nostro paese tra i peggiori in Europa, con un punteggio di 20 su 100.

In particolare il livello di accesso dei cittadini alle informazioni sulle attivita di lobbying (“trasparenza”) raggiunge uno scarso 11%; la valutazione degli standard e dei codici di comportamento dei lobbisti e dei decisori pubblici (“integrita”) arriva al 27%; infine l’equita di accesso e partecipazione al processo decisionale (“parita nelle condizioni di accesso”) ottiene solo 22 punti su 100.

Non sono infatti bastati i ben oltre 50 progetti di legge presentati dal 1948 ad oggi, tutti caduti nel vuoto, per regolamentare una delle attivita che maggiormente influisce sui processi democratici e decisionali del Paese. Questo vuoto normativo ha fatto si che potessero prosperare, accanto ai lobbisti di professione, diversi soggetti intermedi che rappresentano i propri interessi o gli interessi di terzi in maniera opaca, discrezionale e ad personam, cioe con modalita che poco si addicono ad una democrazia matura.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.