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STABILITA’-Camera: via libera definitivo. E’ legge

20 dicembre 2012 Comments (0) Dalla home page

LISTE PULITE- Ok da Bilancio Senato: ora tocca a Cdm

La commissione Bilancio del Senato ha dato parere ‘non ostativo’, e quindi favorevole, al decreto legislativo del Governo sull’incandidabilita dei condannati. Ora il Consiglio dei ministri potra varare il provvedimento in via definitiva, che potra entrare in vigore in tempo per le prossime elezioni.

Infatti, lo scorso Consiglio dei ministri non aveva potuto procedere all’approvazione del decreto legislativo in materia di incandidabilita perche non erano pervenuti tutti i prescritti pareri parlamentari.Quindi per il varo definitivo del decreto delegato “manca solo il parere della commissione Bilancio del Senato. Appena arriva lo portiamo in Consiglio dei ministri”, aveva detto poco prima il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, spiegando ai cronisti, al termine della seduta del Governo al Senato, il mancato via libera al provvedimento.

La Camera ha gia completato l’iter del decreto delegato che vieta la candidatura alle elezioni di chi sia stato condannato con sentenza definitiva per delitti non colposi con pena superiore a 2 anni. Il parere positivo senza condizioni e giunto dalle commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Montecitorio, il giorno dopo il via libera del Senato e ora spetta al Consiglio dei ministri far entrare in vigore il decreto prima del deposito delle liste per le prossime elezioni politiche.

Ed era venuto proprio dal Senato il primo si all’ incandidabilita dei condannati dalle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato che in seduta congiunta hanno approvato il parere al provvedimento licenziato dal Consiglio dei ministri il 6 dicembre scorso. I due relatori e presidenti delle commissioni, Carlo Vizzini e Filippo Berselli, hanno spiegato che il parere e stato approvato quasi all’unanimita.

Ricordiamo che il provvedimento prevede l’incandidabilita al Parlamento italiano ed europeo per le seguenti categorie: coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a 2 anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, di maggiore allarme sociale (ad esempio mafia, terrorismo, tratta di persone); coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a 2 anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, contro la Pubblica Amministrazione (ad esempio corruzione, concussione, peculato); coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a 2 anni reclusione per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a 4 anni. Si tratta, in questo caso, di tutte le fattispecie criminose piu gravi per le quali e’ anche possibile applicare la custodia cautelare in carcere e che, secondo un principio di ragionevolezza e proporzionalita nella limitazione dell’elettorato passivo, sono state individuate sulla base di un indicatore oggettivo, predeterminato, senza operare alcuna selezione nell’ambito di una lista di reati che potrebbe apparire arbitraria.

Il decreto legislativo sulla incandidabilita dei condannati prevede poi che l’accertamento d’ufficio della condizione di incandidabilita comporta la cancellazione dalle liste. Nel caso in cui la condanna definitiva per uno dei delitti ‘ostativi’ sopravvenga nel corso del mandato elettivo, le Camere deliberano ai sensi dell’articolo 66 della Costituzione.

Le norme sull’incandidabilita “valgono anche quando la sentenza definitiva dispone l’applicazione della pena su richiesta (patteggiamento), ma in nessun caso l’incandidabilita puo essere determinata da un patteggiamento intervenuto prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina. La sentenza di riabilitazione e l’unica causa di estinzione anticipata sull’incandidabilita e ne comporta la cessazione per il periodo di tempo residuo”.

Il decreto “conformemente alla sua natura di testo unico, reca anche norme sull’incandidabilita degli amministratori regionali e locali, gia disciplinata nel nostro ordinamento, provvedendo ad armonizzarne il contenuto con la nuova regolamentazione dell’istituto”. L’incandidabilita alla carica di senatore, deputato o parlamentare europeo ha effetto per un periodo corrispondente al doppio della durata della pena accessoria dell’interdizione temporanea dai pubblici uffici.

Anche in assenza della pena accessoria, l’incandidabilita non e inferiore a sei anni. Altrettanto vale per gli incarichi di Governo nazionale. In tutti i casi, se il delitto e stato commesso con abuso dei poteri o in violazione dei doveri connessi al mandato, la durata dell’incandidabilita o del divieto di incarichi di Governo e aumentata di un terzo”.

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