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27 febbraio 2012 Comments (0) News

LIBERALIZZAZIONI – Parafarmacia: Mnlf, anche i veterinari si oppongono alla vendita dei farmaci per gli animali

Stupefacente e incredibile, cosi il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti ha commentato la posizione dell’Anmvi (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) che si oppone alla vendita di farmaci veterinari in parafarmacia. Lo si legge in una nota del Mnlf che spiega come l’emendamento presentato in Commissione Industria al Senato nell’ambito del decreto legge “Cresci Italia” non faccia altro che recepire una condizione gia esistente, la vendita di farmaci veterinari con obbligo di ricetta fuori dalla farmacia. Infatti, gia oggi e possibile, per i titolari di autorizzazione al commercio all’ingrosso di farmaci veterinari, cedere, alla presenza del farmacista, farmaci prescritti dal veterinario ai titolari d’impianti di allevamento. (articolo 70 del decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193).

Quindi nessun stravolgimento della legislazione vigente, ma solo un allargamento, sempre alla presenza del farmacista, dei punti vendita a disposizione dei proprietari di animali. Un provvedimento che avrebbe come beneficio immediato l’introduzione di una maggiore concorrenza nel settore e, di conseguenza, una riduzione del costo per la cura soprattutto degli animali da compagnia.

Tutto questo, naturalmente avverrebbe sotto l’egida del medico veterinario, perche questi farmaci non possono essere ceduti senza la presentazione della relativa ricetta medica. Perche i veterinari aderenti all’Anmvi si oppongono?

Le regole non cambierebbero e il loro ruolo non sarebbe affatto scalfito, al contrario i proprietari di animali da affezione ne trarrebbero un beneficio potendo piu facilmente accedere alle terapie da loro prescritte. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti non comprende questa posizione di chiusura non avendo il medico veterinario alcun interesse diretto nella vendita dei farmaci e rimanendo elevato il livello di sicurezza garantito dalla presenza continua del farmacista.

A meno che l’intervento non sia stato stimolato da terzi che, al contrario, hanno tutto l’interesse a non modificare nulla anche in questo settore.
Che ci sia lo zampino dei titolari di farmacia?

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