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8 marzo 2012 Comments (0) News

LIBERALIZZAZIONI – Fotovoltaico: limite sui tetti in campagna penalizza gli agricoltori

L’articolo 65 del Dl Liberalizzazioni che nella versione approvata al Senato, dopo lo stop agli incentivi per tutti gli impianti fotovoltaici a terra in area agricola, estende il divieto anche agli impianti sui tetti di potenza maggiore di 200kW, non piace per niente a Legambiente che chiede a senatori e Governo: “perche mettere un limite al fotovoltaico sui tetti in area agricola? Che senso ha frenare la diffusione dei tetti rinnovabili in campagna?”.

Secondo il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, “lo stop alle agevolazioni economiche anche per gli impianti a terra di piccole dimensioni, evidentemente utili per integrare il reddito degli agricoltori, risultava gia di difficile comprensione, ma negare ora la possibilita di usufruire degli incentivi anche per il fotovoltaico sui tetti nelle aree agricole, appare totalmente assurdo. Perche, in sostanza, discrimina gli agricoltori rispetto a tutti gli altri soggetti proprietari di un tetto, e impedisce una direzione di sviluppo delle fonti rinnovabili intelligente e lungimirante come quella dell’integrazione in agricoltura. Ci auguriamo che questa scelta venga modificata perche altrimenti suonerebbe come il tentativo, da parte di Parlamento e Governo, di dare un freno allo sviluppo delle fonti rinnovabili e in particolare al fotovoltaico”.

Invece, la nuova versione dell’emendamento riapre la possibilita di realizzare impianti fotovoltaici a terra in area agricola, sia per quelli che hanno gia il titolo abilitativo e che hanno 2 mesi di tempo per realizzare impianti anche di grande taglia e senza limiti, che per progetti che riescono a ottenere il titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore del Decreto Legge, che hanno ancora 6 mesi di tempo ma devono rispettare alcuni limiti, di dimensione massima di 1 MW e di superficie occupata. Per Zanchini, “in questo caso, probabilmente, la pressione delle imprese ha sortito i suoi effetti. Chiediamo quindi anche alle associazioni agricole di far sentire la propria voce per esigere il ripristino di un giusto diritto”.(Letto su Greenreport)

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