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29 maggio 2014 Comments (0) Dalla home page

ILLEGALITA’-Convegno: Santacroce, giustizia più veloce

Non possiamo dimenticarci della mafia e per ricordare bisogna conoscere. Occorre raccogliere dati e attaccare i capitali mafiosi perche per colpire la criminalita organizzata e necessario sapere dove dispongono i loro soldi. Con queste parole Giorgio Santacroce, primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione ha aperto il convegno “I dati inesplorati della criminalita organizzata – Nuovi strumenti per identificare l’economia illegale”, organizzato dall’ Associazione Res Magnae con la collaborazione de La Civilta Cattolica e l’Istituto Guglielmo Tagliacarne, che si e svolto lunedi scorso a Roma presso la sede de “La Civilta Cattolica”.
Davanti a una platea gremita Santacroce, dopo l’introduzione di Angela Soccio, vicepresidente dell’Associazione Res Magnae, ha posto l’accento sulla necessita di avere una giustizia piu veloce, “premessa essenziale per accorciare il sequestro e la confisca dei beni per il loro utilizzo e riutilizzo sociale”, altrimenti c’e il grave rischio che la macchina si inceppi. “Basti pensare – ha affermato – che nel 90% dei casi le aziende sequestrate falliscono al momento della confisca, facendo passare il messaggio che le mafie danno lavoro mentre lo Stato non e in grado di garantirlo”. Secondo Santacroce servono nuovi sistemi di controllo per individuare la provenienza di capitali illeciti, “sia per salvaguardale il futuro delle aziende sotto poste a confisca sia per neutralizzare il pericolo che i beni confiscati, nel caso delle messa in vendita sul mercato, possano ritornare in mano alla mafia attraverso prestanome”.
E sui nuovi strumenti di controllo e prevenzione a disposizione dello Stato e intervenuto Giuseppe Maresca, DG Direzione V – Prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario per fini illegali (Ministero dell’Economia e delle Finanze), che vede nella raccolta e nell’utilizzo dei dati un’arma importante nella lotta contro le mafie. “Le statistiche servono per fini operativi e per fini conoscitivi. Solo dopo una giusta consapevolezza del fenomeno si possono trovare gli strumenti adatti per reprimerlo. Ma ancora c’e molta strada da fare perche a oggi manca una solida analisi dei dati”. Maresca ha ricordato, infatti, come il recente rapporto dell’Unione europea sulla corruzione ha certificato che nel nostro Paese, il fenomeno frutta un giro d’affari di oltre 60 miliardi. Un dato questo che, pero, non si basa su nessuna ricerca scientifica dei dati. “Come Ministero dell’Economia – ha spiegato – stiamo completando un collettore di banche dati che vada ad rendere piu efficiente la raccolta delle informazioni, permettendo al contempo di combattere il problema del furto d’identita. Abbiamo chiesto a enti pubblici, come il Ministero dell’Interno o l’Agenzia delle Entrate, di poter accedere alle loro banche dati per controllare istantaneamente i documenti con cui i soggetti che si presentano, ad esempio, allo sportello bancario, siano veri o falsi. Il tutto inserendo in una macchina il documento, che viene comparato istantaneamente con tutte le banche dati collegate”.

padre_Luciano_Larivera_del_Collegio_degli_scrittori_-_economia_de_La_Civilt_CattolicaDi grande interesse e stato anche l’intervento di padre Luciano Larivera, del Collegio degli scrittori – economia de “La Civilta Cattolica”, che ha fornito la visione della Chiesa sulla lotta alla criminalita organizzata, sottolineando l’importanza della prevenzione e della repressione del fenomeno della corruzione. Un fenomeno che si puo contrastare solo attraverso «una sfida educativa da parte delle istituzioni» che parta dal basso perche la criminalita organizzata conosce molto bene il territorio: «Serve un’intelligence piu attiva che stia vicino realmente all’individuo e occorre potenziare gli strumenti di controllo, come l’Antitrust».
E a portare una fotografia reale dell’economia illegale sul territorio italiano sono intervenuti Andrea Mazzitelli (Responsabile Centro Studi Associazione Res Magnae) e Paolo Cortese (Responsabile osservatori economici Istituto Guglielmo Tagliacarne), che con dati statistici alla mano hanno evidenziato come negli ultimi anni ci sia stata un’estensione della criminalita organizzata anche in quelle aree geografiche che tradizionalmente sembravano estranee al fenomeno mafioso, come le regioni del Centro-Nord. Il tutto mettendo in evidenza qual e la reale incidenza della criminalita organizzata sull’economia territoriale e in particolare sulla competitivita fra imprese, attraverso la comparazione dei dati delle camere di commercio di Palermo Reggio Calabria e Catanzaro.
E stata poi la volta di Massimo Bachetti, dell’Avvocatura Generale dello Stato, che ha posto una lente d’ingrandimento sull’esplorazione dei dati nel contenzioso fra pubblico e privato, in grado di far emergere i fenomeni di criminalita organizzata e corruzione.
A tirare le somme della tavola rotonda, moderata da Francesco Vitale dell’Ufficio del Garante per la Protezione dei Dati Personali e intervenuto, infine, il segretario generale dello stesso Garante, Giuseppe Busia, che ha ricordato come l’utilizzo dei dati personali sia la materia prima su cui si basano le nuove forme di criminalita organizzata ma che allo stesso tempo e la forme piu sofisticata di contrasto al fenomeno: «L’utilizzo delle nuove tecnologie ha ampliato la raccolta delle informazioni, prendiamo ad esempio la nascente banca del dna o la grande raccolta di dati che derivano dal web». Una raccolta dei dati che non puo prescindere pero dal rispetto dei diritti dell’individuo. “Al contrario di quel che si pensa – ha concluso Busia – non c’e una contrapposizione fra sicurezza e tutela della riservatezza ma c’e una necessaria complementarieta. Occorre sempre ricordare che dietro ogni dato c’e un individuo, c’e un cittadino comune che puo vedere, per un uso poco accurato dei dati, calpestati i propri diritti”.
Qui il video della conferenza – Video Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=IaZ32_bHpY8

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