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28 ottobre 2011 Comments (0) News

IMPRESE – Emilia Romagna: Unioncamere, sono di più ma domina l’incertezza

E’ positivo (+1.134) il saldo della nati-mortalita delle imprese iscritte alle Camere di commercio dell’Emilia-Romagna. Nel terzo trimestre dell’anno, il numero delle imprese iscritte al Registro delle Camere di commercio dell’Emilia-Romagna e aumentato di 1.134 unita, una variazione positiva dello 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente. Al 30 settembre 2011, il totale delle imprese iscritte ammontava a 477.830. E quanto emerge da una elaborazione riferita al terzo trimestre 2011 del Centro Studi di Unioncamere Emilia-Romagna sulla base della banca dati Movimprese.

Da un lato, la crescita del numero delle imprese, seppur modesta, segnala una reazione positiva alle difficolta della crisi ed un lento ricostituirsi del tessuto produttivo regionale, quantomeno in termini numerici, anche se si e ancora lontani dai livelli raggiunti nel triennio 2003-2005. Dall’altro lato, nel trimestre preso in esame il numero delle iscrizioni (6.074) e delle cessazioni (5.002) e risultato particolarmente basso. L’indice di “turnover lordo”, somma delle imprese nate e di quelle cessate ed indicatore della dinamica imprenditoriale, si e attestato su livelli modesti, 2,3 per cento raggiungendo il livello piu basso degli ultimi dieci anni. Cio a segnalare una certa cautela degli imprenditori: si resta alla finestra, in attesa di vedere cosa accadra nei prossimi mesi.

Rispetto allo scorso anno, il numero delle imprese emiliano-romagnole e aumentato dello 0,4 per cento: un saldo positivo corrispondente a 1.837 nuove aziende. In Italia, negli ultimi dodici mesi l’incremento percentuale e stato lievemente inferiore, +0,3 per cento (+18.794 imprese).
La dinamica per forma giuridica A sostenere la base imprenditoriale e la crescita delle imprese costituite in forma di societa di capitale. Esse hanno fatto registrare un saldo positivo pari a 577 unita, con un aumento dello 0,6 per cento. Complessivamente le societa di capitale rappresentano il 21,4 per cento delle imprese registrate. Le ditte individuali sono aumentate di 411 unita (+0,2 per cento).

Le dinamiche per settore di attivita economica. Costruzioni (351 unita, +0,4 per cento), attivita dei servizi di alloggio e ristorazione (297 unita, +0,9 per cento), commercio all’ingrosso e al dettaglio (197 unita, +0,2 per cento) e attivita immobiliari (193 unita, +0,6 per cento) sono i settori di attivita economica che hanno fatto registrare l’incremento assoluto piu rilevante. Ad essere piu dinamici e in crescita sono dunque i comparti riconducibili ai servizi alle persone e al settore delle costruzioni. In quest’ultimo in particolare, si registrano numerose aperture di imprese da parte di soggetti gia lavoratori dipendenti.

Solo due settori hanno segnato un calo della consistenza delle imprese registrate: agricoltura, silvicoltura e pesca (-90 unita, -0,1 per cento) e attivita di trasporto e magazzinaggio (-30 unita, -0,2 per cento). L’agricoltura e caratterizzata da una progressiva tendenza alla riduzione del numero delle imprese, un dato non necessariamente negativo se sottintende un consolidamento delle imprese esistenti. Il settore dei trasporti e da tempo oggetto di una profonda ristrutturazione, la crisi ne ha accentuato ed accelerato l’evoluzione.

“Il bilancio tra aperture e chiusure di imprese resta attivo, ma si va riducendo l’afflusso di nuove imprese, una dinamica da seguire con grande attenzione.- ha commentato il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Carlo Alberto Roncarati – Il principale fattore di stabilita della base imprenditoriale e da ricercare nella prolungata crescita delle imprese costituite in forma di societa di capitale. Il secondo elemento di tenuta risiede nel contributo, ancora elevato, che le imprese individuali assicurano al flusso delle nuove iscrizioni. Il sistema imprenditoriale – conclude Roncarati – si trova in una fase di transizione nei confronti della quale occorre reagire proattivamente: da parte delle Camere di commercio vi e il massimo impegno nel sostenere il consolidamento delle imprese e nel favorire, a un tempo, la nascita di nuove forme imprenditoriali.”

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