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23 ottobre 2012 Comments (0) Dalla home page

SALUTE-Taranto: troppo benzopirene. E’ solo l’Ilva?

Lo stabilimento siderurgico, in particolare gli impianti altoforno, cokeria e agglomerazione, e il maggior emettitore nell’area per oltre il 99% del totale ed e, quindi, il potenziale responsabile degli effetti sanitari correlati li al benzopirene. Cosi e scritto nel Rapporto Sentieri – lo studio compiuto dall’ Istituto Superiore di Sanita con l’Oms – presentato dal ministro Balduzzi, dal quale emerge per le donne a Taranto un aumento di tumori dal 24% al 100%.

Secondo i dati ufficiali del Ministero si registra a Taranto +14% di mortalita per gli uomini per tutte le cause e +8% di mortalita per le donne per tutte le cause. Nello specifico per gli uomini il rapporto registra un incremento del 14% per tutti i tumori; +14% per le malattie circolatorie, +17% per quelle respiratorie, +33% per i tumori polmonari, +419% per i mesoteliomi pleurici. Per le donne invece: +13% per tutti i tumori, +4% per le malattie circolatorie, +30% per i tumori polmonari, +211% per il mesotelioma pleurico.

Il rapporto pubblica i dati aggiornati al 2009 che, per tutte le cause di mortalita, per tutta la popolazione, segnano un piu 1% rispetto al 2008. Alla luce dei dati allarmanti del rapporto Sentieri, per il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, a Taranto e urgente “un programma straordinario per il monitoraggio e la protezione della salute della popolazione” e per il ministro Balduzi, “la sensazione e che si debba fare qualcosa di piu, e questo vale sia per il piano di monitoraggio sanitario sia per cio che sta dentro l’Aia per l’Ilva cosi come per il piano di prevenzione” aggiungendo che “per noi l’Aia e sufficiente perche ha accolto tutte le nostre proposte, tra cui la revisione in funzione del monitoraggio”.

Una drammaticita della situazione sanitaria che il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, “non puo farci che ribadire l’urgenza di provvedimenti che affrontino e diano soluzione a questa vera e propria emergenza: indagine sulla popolazione per limitare l’esposizione al rischio, campagne informative ai cittadini sui comportamenti da attuare o evitare per limitare i rischi, indagini sull’incidenza sanitaria degli altri importanti impianti industriali del territorio quali l’Eni la Cememtir e l’Arsenale marina Militare”. Gli stessi dati,”non possono che rafforzare d’altro canto la richiesta che la valutazione dell’impatto sanitario sia parte integrante dell’Aia e che ne orienti le prescrizioni”.

Quello che si vuole approfondire e la dinamica della connessione tra degrado ambientale, il contesto, e i danni sanitari. L’impegno del Governo sara quello di mettere nero su bianco, per esempio, il legame della malattia con il sito ‘malato’ e, l’aspetto piu’ preoccupante, le sue emissioni. Si pensa, quindi, a un Centro di osservazione per la salute, parte integrante del Piano per curare Taranto, che avra quasi certamente una sede a Taranto e un nucleo di ‘ispettori’ dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sara almeno per i prossimi due anni a Taranto con il compito di monitorare l’andamento delle emissioni.

Infine, il risanamento non potra prescindere dall’avvio delle operazioni di bonifica fissate dal decreto legge (del 7 agosto) per l’area di Taranto, che prevede risorse per 336 milioni e la nomina di un commissario straordinario.

“Ambiente e salute a Taranto”: il testo integrale del Rapporto

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