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FISCO-Imu: fissate le regole per l’acconto

21 maggio 2012 Comments (0) Approfondimenti

FISCO-Imprese: la manovra costa quanto un dipendente

Fino a qualche settimana fa le preoccupazioni delle aziende si concentravano su quanto in piu avrebbero pagato al fisco quest’anno. Alla vigilia del principale appuntamento dell’anno con l’Agenzia delle entrate le preoccupazione delle aziende si sono spostate sul come e sul quando, perche aliquote e scadenze appaiono confuse come non mai per via del gran numero di riforme che si sono susseguite nelle ultime settimane e che incidono sulla tassazione delle imprese. “Oltre al danno la beffa — ha spiegato Marino Gabellini, responsabile dei servizi tributari della Confesercenti — non solo per le imprese c’e un pesante aggravio, che ancora non riusciamo a quantificare. In piu si dovranno anche sudare sette camicie per poter far fronte a tutti gli obblighi fiscali. E’ veramente assurdo che questo accada nel 2012 in Italia, uno dei Paesi piu industrializzati nel mondo”.

Secondo i calcoli di Unindustria Bologna per far fronte a tutti i nuovi obblighi fiscali ogni impresa dovra spendere dai 3000 ai 6000 euro, il costo di un impiegato dedicato a tempo pieno per uno o due mesi alla raccolta e all’invio dei documenti necessari. Si tratta di “vere e proprie tasse occulte, che drenano tempo e risorse preziose per chi sta cercando in tutti i modi di resistere alla crisi: con la stessa cifra potremmo pagarci l’Imu” ha denunciato Daniele Salati Chiodini, vicepresidente con delega alle politiche fiscali. Una provocazione? Niente affatto, assicurano all’ufficio politiche fiscali della Cna. La Confederazione nazionale artigianato punta il dito innanzitutto sull’Imu sui beni strumentali, che da sola “costituisce un fardello importante sulle imprese, contribuendo a mettere un’ipoteca sulle parole sviluppo e crescita”. Intanto perche rispetto all’Ici (applicata con un’aliquota media del 6,4 per mille su una base imponibile ridotta) l’Imu determina un aggravio in termini di maggiore imposizione di circa tre miliardi di euro, con oltre il 60% d’incremento se i Comuni applicheranno l’aliquota base del 7,6 per mille, per arrivare a un aggravio di sei miliardi se l’aliquota base sara aumentata, come e probabile, sino al 10,6 per mille”.

Questo il primo ordine di danni per le imprese. Il secondo e dato dal fatto che “il debito definitivo Imu si potra conoscere solamente al 10 dicembre 2012, creando un ulteriore motivo di preoccupazione alle imprese”. Che a questo punto avranno la bellezza di 6 giorni, fino al 16 dicembre 2012, ricorda Gabellini, per provvedere a conteggi e versamenti. Un incubo. Ma non e il solo che si profila per le imprese, alla vigilia della dichiarazione dei redditi. “Come negli anni passati — ha sottolineato Gabellini — l’amministrazione finanziaria sta ritardando secondo noi in misura eccessiva la pubblicazione del software di calcolo per gli studi di settore, il Gerico: fino a quando non sara pubblicato non sara possibile dare assistenza alle nostre imprese, e quindi c’e il rischio di slittamento dei termini di versamento di 20 giorni, quindi si arriverebbe al 6 luglio, e con le maggiorazioni ai primi di agosto”.

Pesanti anche le conseguenze dei ritardi nella sperimentazione del nuovo redditometro, ricorda la Cna. “Sul fronte del Redditest proprio in questi giorni sta avvenendo l’ultima fase della sperimentazione, portata a termine grazie all’impegno delle sedi territoriali della Cna nella raccolta e nella selezione di moltissimi casi concreti. Proprio l’analisi di questi casi ha dimostrato che lo strumento ha bisogno di un’ulteriore fase di assestamento. Siamo arrivati ormai a meta maggio e dovranno passare altri giorni prima che si possa arrivare a costruire specifiche tecniche da dare a Sogei per la costruzione del programma. Questo, quando la campagna delle dichiarazioni modello 730 e gia avviata da tempo, in un quadro allarmante dello stato delle imprese”. La Cna chiede al Governo “di compiere un gesto di responsabilita e di evitare di far uscire il redditometro”.

Intanto, fino all’ultimo si tratta per un nuovo intervento sul fronte dell’Irap, che allevierebbe il costo del lavoro in particolare per le piccole imprese. Sull’Irap, tra l’altro, spiega Gabellini che “c’e un problema concreto per l’individuazione dei soggetti che godono dell’esenzione”. Si attende, ancora, sempre sul fronte del cuneo fiscale, la riproposizione delle norme sulla detassazione dei premi ai dipendenti. Nessuna tra le associazioni imprenditoriali nega la necessita di una stretta su evasione e elusione, pero neanche riesce a nascondere l’insofferenza per i nuovi obblighi legati allo spesometro, oppure per l’aggravio legato all’uso delle auto aziendali.

Quest’ultima norma, che prevede l’indeducibilita dei beni che vengono dati in uso promiscuo ai soci o agli imprenditori, puo apparire come una vera beffa nei confronti delle aziende di autonoleggio, che da anni si battono per una maggiore deducibilita dei costi delle auto aziendali, ma non si tratta solo di questo. “E’ evidente che le nuove disposizioni sulle auto aziendali mirano a scoraggiare gli imprenditori a utilizzare i veicoli societari per scopi personali — ha rimarcato la Cna — pero si tratta di una limitazione che, oltre a rappresentare una vera e propria sanzione indiretta, sta creando molte complicazioni alle imprese, dal momento che e stato imposto di rideterminare le somme dovute per il 2010 considerando retroattivamente l’applicazione di questa norma per l’acconto del 2011”.

L’Imu determina un aggravio in termini di maggiore imposizione di circa tre miliardi di euro, con oltre il 60% d’incremento Fino all’ultimo si tratta per un nuovo intervento sul fronte dell’Irap, che allevierebbe il costo del lavoro in particolare per le piccole imprese. (Fonte: La Repubblica)

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