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7 novembre 2011 Comments (0) News

LAVORO – Usurante: pronto soccorso, medici stressati. Chiesto riconoscimento

Il sovraccarico di lavoro, la pressione dei pazienti, la comunicazione con i loro familiari, la paura di commettere errori con il rischio di denunce, i turni di guardia pesanti sono causa di stress psico-fisico per medici e operatori sanitari dell’area di emergenza-urgenza che non ha equivalenti in nessun’altra categoria di lavoratori del comparto sanitario.

Due termini anglosassoni descrivono il lavoro di questi operatori sanitari nel modo piu sintetico ed efficace possibile: il multitasking nell’overcrowding. Il primo termine nel linguaggio dell’informatica descrive un sistema operativo che permette di eseguire piu programmi contemporaneamente.

Ivo Casagranda, presidente AcEMC – ha rilevato quali sono, dal punto di vista dei professionisti che hanno risposto al questionario somministrata on line attraverso il sito dell’associazione (http://www.acemc.it/), le principali fonti di sofferenza e quali sono oggi gli strumenti utilizzati per fronteggiarla. “Le domande, messe a punto da un gruppo di psicologi e psichiatri e somministrato a medici e infermieri di Pronto Soccorso – ha aggiunto Casagranda – avevano inoltre lo scopo di verificare se e in che misura il malessere e il disagio si possano anche esprimere in forme di danno psicopatologico e quali sono le principali sintomatologie psichiche o somatiche attraverso cui si manifesta”.

“Ma, accanto ai problemi legati alla fatica e alle forme di disagio psicologico e fisico (ansia , stati depressivi e reattivi,disturbi del sonno e alimentari) – ha rilevato Casagranda – dall’indagine e emersa anche una forte motivazione degli operatori sanitari dell’emergenza per quel tipo di lavoro (piacere del lavoro, dimensione di sfida e opportunita di crescita). Basti pensare che alla domanda “cambierebbe lavoro se ne avesse la possibilita?”, oltre il 52% dei medici ha risposto di no”.

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