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6 luglio 2018 Comments Off on LAVORO-Tirocinio formativo: negli ultimi 5 anni, escludendo quello in corso, la rete della Fondazione ha creato oltre 45.000 posti News

LAVORO-Tirocinio formativo: negli ultimi 5 anni, escludendo quello in corso, la rete della Fondazione ha creato oltre 45.000 posti

Grazie allo strumento del tirocinio formativo, il 60% dei progetti attivati dai Consulenti
del Lavoro delegati della Fondazione Lavoro a sei mesi dalla conclusione si trasforma
in reale opportunità di lavoro per i giovani. È quanto emerge da un’indagine
dell’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro presentata durante il Festival del
Lavoro di Milano
A sei mesi dalla conclusione del tirocinio quasi il 60% dei soggetti formati on the job,
attraverso un tirocinio promosso dai Consulenti del Lavoro delegati della Fondazione
Consulenti per il Lavoro, lavorano. Tradotto in valore assoluto significa che negli ultimi
5 anni, escludendo quello in corso, la rete della Fondazione ha creato oltre 45.000 posti
di lavoro. Se si confronta il tasso di inserimento fra i tirocini promossi dagli oltre 2.500
delegati della Fondazione Consulenti per il Lavoro rispetto ai risultati dei tirocini a
livello nazionale si nota una migliore performance. Nel 2016 un tirocinante della
Fondazione, già dopo un mese, trova occupazione nel 39,6% dei casi (+11,8% rispetto
alla media nazionale pari al 27,8%); a tre mesi il tasso di ricollocazione raggiunge il
48,5% (+15,5%) e a sei mesi tocca il 56,9% (+17,8%). È quanto emerge da un’indagine,
condotta dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro in collaborazione con il
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dal titolo “I tirocini di Fondazione
Lavoro e l’inserimento occupazionale”, presentata in occasione della nona edizione
del Festival del Lavoro di Milano. Il rapporto riporta i tassi di inserimento della totalità
dei tirocini svolti in Italia, che fanno segnare in tutti gli anni e in tutti i periodi osservati
valori inferiori di almeno 10 punti percentuali rispetto alle performance dei tirocini di
Fondazione Lavoro. Quest’ultima, infatti, tra i soggetti autorizzati dal Ministero del
Lavoro, ha promosso il maggior numero di tirocini a livello nazionale: oltre 90.000.
Negli ultimi anni il tirocinio è stato, non solo in Italia, ma in tutta l’Unione europea, lo
strumento privilegiato per l’accesso dei giovani al mercato del lavoro, attraverso il quale
svolgere un periodo di formazione presso un’azienda, entrare in contatto diretto con il
mondo del lavoro ed acquisire una specifica professionalità. La Fondazione Lavoro ha
raggiunto questi importanti risultati puntando sempre su tirocini di qualità, dotandosi di
procedure e regole più stringenti rispetto alle previsioni normative. I tirocini della
Fondazione, inoltre, valorizzano la professionalità, l’esperienza e la conoscenza del
mercato del lavoro dei Consulenti del Lavoro; caratteristiche che vengono trasfuse
nell’attivazione di tutti i percorsi formativi e di inserimento promossi dalla Fondazione
e che nella maggior parte dei casi non beneficiano di alcun contributo pubblico.
***
Il numero di tirocini attivati in Italia da tutti i soggetti autorizzati è cresciuto negli ultimi
cinque anni. Si è passati dai circa 200.000 tirocini extra curriculari attivati del 2013 ai
356.000 del 2017. Il dato 2017 supera i livelli registrati nel 2015 (339.309), anno in cui,
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con il programma Garanzia Giovani promosso dal Ministero del Lavoro, il tirocinio è
stato il principale strumento di politica attiva per fronteggiare l’elevata disoccupazione
giovanile ed in particolare il tasso di Neet. In questo scenario risulta in continua crescita
anche il numero di tirocini promossi da Fondazione Lavoro: il volume si è triplicato nel
giro di 5 anni, passando dai 9.668 tirocini attivati nel 2013 ai 27.271 del 2017.
***
Sono complessivamente 44.482 i tirocini conclusi negli ultimi cinque anni che hanno
creato una opportunità occupazionale entro sei mesi dal termine. Nel 56% dei casi si
sono trasformati in un rapporto di lavoro a carattere permanente (il 22,1% a tempo
indeterminato e il 33,9% in apprendistato). Nel 38,2%, invece, il tirocinio ha avuto
come primo esito occupazionale un contratto a termine. Il settore in cui si è svolto il
tirocinio incide sulle opportunità occupazionali successive. In particolare, hanno
maggior successo quelli realizzati nel settore industriale (62,1%) e nel settore
dell’istruzione e della sanità privata (59,6%), mentre i tirocini nel settore turistico
(52,8%) e nei servizi sociali e personali (52,2%) raggiungono livelli di inserimento
occupazionale inferiori alla media di oltre 5 punti percentuali. La rilevazione
dell’Osservatorio mostra come la geografia delle province italiane risulti meno scontata
rispetto a quanto siamo abituati ad osservare nei dati del mercato del lavoro: la
differenza fra Nord e Sud del Paese è meno marcata laddove il tirocinio si trasforma in
un posto di lavoro.

La domanda di lavoro, molto differenziata tra il Settentrione e il Meridione, determina
tassi di inserimento molto diversificati tra loro. Nelle regioni del Mezzogiorno, infatti, il
livello d’occupazione post tirocinio è molto inferiore alla media nazionale. Se si
osservano i tassi occupazionali per provincia, quella di Biella spicca fra tutte con un
tasso pari al 75%, seguita dalle province toscane di Siena (73,7%) e Prato (70,1%) che
si collocano al secondo e terzo posto. Nelle regioni del Mezzogiorno la minore domanda
di lavoro alle dipendenze comporta tassi di inserimento minimi in provincia di Isernia
(29,2%) e Crotone (38,5%); al di sotto di 13 punti percentuali rispetto alla media
nazionale troviamo anche le provincie di Rieti (40,6%), Vibo Valentia (43,7%), Enna
(43,8%)

In allegato l’indagine

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