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6 dicembre 2011 Comments (0) Dalla home page

LAVORO-Salute: quando diventa un’ossessione

Dipendenza dal lavoro, un disturbo che porta a trascurare la vita sociale, gli affetti familiari e tutte le altre attivita non correlate alla propria professione. Si tratta di workaholism e molte persone colpite da questa sindrome sono afflitte anche dalla smania di perfezionismo e danno troppa importanza al lavoro.

Di workaholism parla Bryan E. Robinson, psicoterapeuta americano, autore di “Chained to the desk: a guidebook for workaholics, their partners and
children, and the clinicians who treat them”.
Robinson traccia i diversi profili del workaholic, aiutandoci a riconoscere i sintomi della dipendenza dal lavoro.

I giudizi dei superiori non restano circoscritti alla vita lavorativa bensi diventano determinanti per l’opinione che hanno di se stessi. Se decidono di accettare un incarico e solo perche sanno di poter dare il massimo e se non ci riescono si colpevolizzano eccessivamente. Quasi sempre sono lavoratori ossessionati dalla paura di sbagliare ed hanno livelli di autostima troppo bassi. Se sanno di non poter svolgere il lavoro al meglio, rinunciano, precludendosi numerose opportunita di carriera per timore di non essere all’altezza.

C’e poi il workaholic che al contrario non riesce a fermarsi. Accetta troppi incarichi, e incapace di delegare agli altri alcune mansioni, si prende carico di tutto e spesso lavora troppo e troppo in fretta, correndo il rischio di incappare in errori ed in distrazioni e di svolgere il lavoro in maniera superficiale.
Altro profilo di workaholic e il maniaco dei dettagli, una persona che spesso non considera mai finito un lavoro perche pensa di poter apportare ulteriori migliorie. Un lavoratore che cerca continuamente di superarsi fino allo sfinimento, controllando e ricontrollando decine di volte prima di consegnare una relazione al suo capo.

Infine, il workaholic ossessionato non tanto dal suo lavoro quanto da quello degli altri. In ufficio tiene d’occhio tutti, annota gli orari di uscita dei colleghi, i loro errori in attesa di un loro passo falso per poter intervenire nel ruolo di eroe.

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