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16 marzo 2012 Comments (0) Dalla home page

LAVORO-Riforma: Pmi in rivolta, a rischio 7mln di lavoratori

La forza delle nostre ragioni riapre il confronto. Lo ha ribadito, in una nota, Rete Imprese Italia a proposito della riforma. “Dal Governo – ha aggiunto Rete Imprese Italia a margine dell’incontro con il ministro del Lavoro, Elsa Fornero – ma non e sufficiente per nostro consenso. Alle attuali condizioni non possiamo firmare, ma auspichiamo che l’illustrazione delle nostre posizioni, fatta con estrema chiarezza, venga valutata come merita dal ministro, e porti il Governo a proporre modifiche utili a un’evoluzione positiva delle questioni in campo, come del resto sta facendo nei confronti degli altri interlocutori di questo negoziato”.

“Il Governo – ha sottolineato l’organizzazione imprenditoriale – non puo sottovalutare il peso dei costi che si stanno abbattendo in continuazione sulle imprese del terziario, del commercio, dell’artigianato e sull’impresa diffusa. Nei nostri settori, infatti, si profila un pesante aggravio del costo del lavoro pari a circa 1,2 miliardi aggiuntivi l’anno solo per i nuovi ammortizzatori sociali, costo che si somma a quelli gia caricati sui titolari delle imprese artigiane e del commercio a causa dell’aumento dei contributi previdenziali per 2,7 miliardi”.

“Non si puo fare cassa – ha ribadito Rete Imprese Italia – solo con le imprese dei settori che garantiscono occupazione e crescita malgrado le forti difficolta che attraversano. In caso contrario si otterra un risultato opposto a quello che il Ministro Fornero indica come obiettivo comune, vale a dire la riduzione strutturale della disoccupazione. Auspichiamo che il Ministro comprenda la situazione e valorizzi il contributo di merito che con spirito costruttivo abbiamo avanzato e che sara illustrato in un documento che verra inviato al piu presto all’attenzione dell’esecutivo. Siamo sicuri che il Ministro Fornero condivida con noi l’assunto che non si puo fare sviluppo con l’aumento del costo del lavoro per le imprese. Non e quello che si aspettano i mercati, ne quello che ci chiede l’Europa”.

Rete Imprese Italia ha poi registrato ampie convergenze con Udc, Pd e Pdl sulle esigenze delle Pmi nella riforma sul mercato del lavoro, come affermato in una nota al termine di un incontro tra una delegazione di Rete Imprese Italia, guidata dal presidente di turno Marco Venturi, con i rappresentanti dell’Unione di Centro, del Pd e del Pdl per illustrare le posizioni sulla riforma del mercato del lavoro e le proposte inviate al ministro Fornero. ”Nel corso degli incontri – si legge nella nota – la delegazione di Rete Imprese Italia ha espresso le forti preoccupazioni per l’andamento di un confronto che sta penalizzando esclusivamente il mondo delle Pmi, e ha registrato ampie convergenze sulle necessita che il Governo tenga conto delle esigenze che Rete Imprese Italia ha esposto nelle sedi del negoziato e non lasci senza risposte di merito le proposte avanzate”.

Ricordiamo che ieri, 15 marzo, l’organizzazione imprenditoriale ha minacciato di disdire i contratti collettivi dei loro dipendenti, quasi 7 milioni di italiani, il 54% della forza lavoro impegnata nel settore privato. Si tratterebbe di una vera ecatombe se i 4 milioni e 200 mila imprenditori decidessero di dare seguito alla loro minaccia, motivata dagli oneri aggiuntivi che la riforma cosi come delineata, comporterebbe per le piccole e medie imprese (Pmi). Per Rete imprese si tratta di costi insostenibili, cosi, al termine di un direttivo convocato il 15 marzo, e stato stilato un documento inviato poi al ministro Fornero. Nel documento viene fatta richiesta che non ci siano oneri aggiuntivi per i contratti a tempo determinato, soprattutto per gli stagionali, viene ribadito l’avanzo dei contributi Inail, sottolineato l’onere pesante delle Pmi per l’Aspi, la nuova indennita di disoccupazione, e chiesto un controbilanciamento. ( La foto e di INFOPHOTO)

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