FISCO-Dichiarazione redditi: non sempre è modificabile

UE-Tassa transazioni finanziarie: strategica per crisi

23 maggio 2012 Comments (0) Approfondimenti

LAVORO-Riforma: le politiche di active ageing

La situazione occupazionale e critica per tutti. Lo e in particolare per i giovani, e ora sempre piu anche per i lavoratori over 50-55. L’esigenza di politiche specifiche di active ageing e cresciuta in tutti i paesi avanzati ed e segnalata come una priorita dalla Unione Europea (anche nel documento programmatico Europa 2020). In Italia tale esperienza e particolarmente sentita perche il nostro paese e tra i piu longevi d’Europa e per altro verso ha un basso tasso di occupazione (anche) delle persone anziane.

Il problema si e acutizzato in seguito alla riforma previdenziale varata dal governo che ha rapidamente elevato l’eta pensionabile, allontanando dal pensionamento una larga quota di lavoratori di eta superiore ai 50 anni. La situazione e particolarmente drammatica per quei lavoratori (i cd. esodati) che hanno lasciato a vario titolo il lavoro confidando nelle vecchie regole pensionistiche e quindi sono rimasti senza lavoro e senza pensione.

Di fronte a questa situazione del tutto nuova occorre cambiare le strategie legislative e politiche rispetto a quelle fin qui prevalenti. Finora l’orientamento e stato prevalentemente quello di regolare e di incentivare l’uscita dei lavoratori anziani dalle aziende. Si e fatto ampio uso delle varie forme di prepensionamento e anche del part time in uscita per favorire il ricorso al prepensionamento. Si ricordino i cd. contratti di solidarieta della legge 863/1984 che sono stati scarsamente utilizzati perche condizionati al fatto che il part time avvenisse in corrispondenza con un aumento dell’occupazione (il che rappresento un forte disincentivo all’uso dell’istituto).

Ora viceversa l’assenza e di trovare strumenti legislativi e di politica del lavoro, compreso il part time, capaci di favorire la permanenza al lavoro di persone anziane: una indicazione in tal senso era presente nelle delega contenuta nella legge 243/2004.

Di questi temi si occupa solo in parte il ddl 3249 ora in esame al Senato, la cd. riforma del lavoro. Il provvedimento contiene all’art. 53 un incentivo all’occupazione dei lavoratori over 50 disoccupati da oltre 12 mesi sotto forma di riduzione del 50% dei contributi a carico dei datori che assumono tali lavoratori, sia a tempo determinato (nel qual caso la riduzione dura per 12 mesi) sia a tempo indeterminato (qui l’incentivo dura per 18 mesi). Inoltre, il ministro Fornero sta pensando a misure specifiche per favorire un percorso graduale di uscita dal lavoro di lavoratori anziani. In realta il problema dell’occupazione degli anziani ha implicazioni piu vaste che richiedono politiche di sostegno su diversi fronti. Anzitutto l’impresa sara chiamata ad adattare l’organizzazione, la prestazione e i tempi di lavoro alle esigenze della eta anziana.

D’altra parte saranno necessari investimenti specifici nella formazione professionale di questi lavoratori diretti al fine di aggiornarne le competenze, tenendo conto delle esigenze e delle capacita di apprendimento personali. Le potenzialita di active ageing sono ampie perche il miglioramento delle condizioni di salute nell’eta anziana permette di continuare a essere attivi nel mondo del lavoro, come gia avviene a molti, peraltro spesso in modo irregolare. Le politiche attive sperimentate nei maggiori Paesi europei mostrano che e possibile sfruttare meglio tali potenzialita, con risultati postivi per le persone coinvolte e per l’andamento economico del paese. A tale obiettivo possono contribuire anche le misure annunciate dal ministro Fornero.

L’idea generale e quella di incentivare il part time o forme simili per consentire agli over 50-55 di accedere al pensionamento in modo graduale, con attivita ridotta, comprensiva anche dell’impegno a trasmettere ai nuovi assunti le competenze accumulate nel corso della carriera precedente.
Un obiettivo simile e perseguito da un disegno di legge presentato da senatori del PD e del PDL (AS 3181 del 12 febb. 2012). Le finalita della proposta sono perseguite con diverse misure. Anzitutto con un peculiare sistema di incentivo al part time per i lavoratori ai quali manchino non piu di 5 anni al conseguimento del diritto al pensionamento.

Questi lavoratori possono concordare con il datore di lavoro che il rapporto di lavoro abbia svolgimento con modalita a tempo parziale, in ogni tipologia, determinando a tal fine le modalita di espletamento della prestazione, anche attraverso clausole elastiche o flessibili. Se ammessi per questa via al part time o ad altre forme di prestazione ad orario ridotto, i lavoratori hanno diritto, a seguito di opzione espressa, ad integrare i versamenti contributivi senza alcun onere fiscale e contributivo aggiuntivo, sino a concorrenza con quanto corrispondente all’orario normale previsto dai contratti collettivi sottoscritti dai sindacati comparativamente piu rappresentativi.

Sulla base di accordi individuali o collettivi, l’integrazione – ammessa comunque per periodi non superiori ai cinque anni – puo essere posta a carico del datore di lavoro, anche in tal caso senza alcun onere fiscale e contributivo aggiuntivo e senza che possa dar luogo ad incidenze o ricalcoli in relazione al trattamento di fine rapporto o a qualsiasi altra voce retributiva. Un’ulteriore forma di incentivo per i lavoratori anziani che accedano al part time e prevista dall’art. 2 del ddl, nella forma di un anticipo di pensione.

Quanto alle imprese, un forte incentivo al ricorso a forme di part time incentivato per l’accesso alla pensione e costituito dalle misure a sostegno della solidarieta intergenerazionale, di cui all’art. 3. Si prevede che, in caso di accordi per la riduzione dell’orario di lavoro stipulati ai sensi dell’art. 1, l’integrazione contributiva possa essere posta a carico della fiscalita generale a condizione che, per ciascun lavoratore interessato dalla riduzione di orario, il datore di lavoro proceda alla assunzione di un giovane di eta inferiore a ventinove anni con un contratto di apprendistato ovvero di un giovane di eta non superiore a trentacinque anni con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Esperimenti di active ageing sono stati avviati anche da alcune grandi aziende italiane, in particolare nel settore bancario.

Una importante indicazione al riguardo e contenuta nell’accordo quadro fra ABI e sindacato che prevede la possibilita di sostenere un passaggio graduale, tramite part time, di lavoratori anziani dalla piena attivita al pensionamento, con una conseguente apertura di spazi per l’assunzione di giovani soprattutto apprendisti.

Intese del genere potrebbero diffondersi utilmente se venissero favorite da un intervento legislativo, del tipo sopra descritto, come avviene in altri paesi, Germania in primis. Ma basterebbe anche solo una previsione per cui i contributi figurativi pagati dalle imprese ai part timers anziani per sostenere le loro pensioni non sono gravati di oneri indiretti e fiscali. (Fonte: Il Sole 24 Ore – Art. di i Tiziano Treu)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.