LAVORO- Da casa: vantaggi e cattive abitudini

LAVORO-Contratto atipico: così il 25% dei giovani occupati

10 gennaio 2012 Comments (0) Dalla home page

LAVORO-Riforma: Monti prepara la fase 2 della manovra

Piu tutele per chi lavora, incentivo al lavoro giovanile e all’occupazione in generale. La fase 2 della manovra Monti gia battezzata “cresci Italia” si fonda sulla riforma del lavoro con la quale Monti vorrebbe presentarsi all’Eurogruppo di Bruxelles del 23 gennaio. Il ministro Elsa Fornero sta preparando la riforma sulla base di una serie di proposte.

Si parte dalla proposta del senatore del Pc Pietro Ichino, che ipotizza per i neoassunti la creazione di un contratto di lavoro unico a tempo indeterminato. Riguardera solo i nuovi assunti e tutte le imprese con piu di 15 lavoratori. Questa ipotesi punta all’eliminazione di tutte le forme di contratto a tempo determinato e prevede una maggiore fluidita del mercato del lavoro attraverso il parziale superamento delle regole dell’articolo 18 (che impone alle imprese con piu di 15 dipendenti il reintegro nell’organico nel caso di licenziamento senza giusta causa). In caso di licenziamento discriminatorio o per motivi disciplinari, tutto rimarrebbe come oggi previsto dall’articolo 18, ma verrebbe considerato per la prima volta giusta causa di licenziamento ‘il motivo economico’. Alle imprese, infine, Ichino chiede di garantire l’impegno a finanziare programmi di formazione professionale per i lavoratori licenziati in modo da fornire strumenti utili a una riconversione e reinserimento nel mondo del lavoro.

C’e poi la proposta di Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro nel Governo Berlusconi, che prevedeva tre anni di apprendistato e piu negoziazione decentrata, mentre l’ex ministro prodiano Cesare Damiano propone un Contratto unico di inserimento formativo, una soluzione ibrida che prevede un primo periodo a tempo determinato (cosiddetta fase di abilitazione) che dura da sei mesi a tre anni, a cui segue la conferma a tempo indeterminato di consolidamento professionale.

Un altro progetto di riforma e stato elaborato dal senatore del Pd ed ex-esponente della Cgil, Paolo Nerozzi, su ispirazione dell’economista Tito Boeri. Prevede la creazione di un contratto unico di inserimento a tempo indeterminato (Cui), che per i neoassunti sostituisce in gran parte i contratti a termine. Chi viene assunto con il Cui non dispone inizialmente della piena piena tutela prevista dall’articolo 18 (cioe dell’obbligo di reintegro), che scatta soltanto dopo 3 anni dall’ingresso nell’azienda. Per i primi 36 mesi di lavoro, il dipendente lasciato a casa ingiustamente puo ricevere soltanto una indennita di licenziamento che cresce progressivamente nel tempo e varia tra 1 e 6 mesi di stipendio.

Giuliano Cazzola, deputato del Pdl e vice-presidente della Commissione Lavoro alla Camera, vorrebbe invece eliminare quasi completamente l’obbligo di reintegro previsto dall’articolo 18, innalzando pero l’importo dell’indennita di licenziamento fino ad almeno 30 mensilita di stipendio. Si tratta di una posizione condivisa anche da molti altri esponenti del centrodestra, accantonata pero nel 2003, quando i progetti di riforma dell’articolo 18 elaborati dal secondo governo Berlusconi incontrarono la forte opposizione dei sindacati.

La riforma del mercato del lavoro prevedera anche ammortizzatori sociali, abbandonando per ora l’idea pero del salario minimo, ma puntando soprattutto alla razionalizzazione della cassa integrazione, per chi il lavoro lo ha perso, rischia di perderlo o lo perdera, per arrivare solo successivamente ad affrontare il nodo dei licenziamenti.

Il Governo si pone, inoltre, come obiettivo quello di inserire sempre piu giovani nel mondo del lavoro, considerando che in Italia il tasso di disoccupazione giovanile e al 27,9%, ben superiore alla media ponderata dell’area Ocse (16,7%). Il premier e a lavoro su provvedimenti che prevedono maggiore flessibilita in uscita, sara cioe piu facile licenziare, ma dando vita ad un ciclo che permetta ai giovani di entrare nel mercato del lavoro con un contratto vero, non precario. Si parla del cosiddettocontratto unico che sarebbe vantaggioso per i giovani italiani, che il contratto a tempo indeterminato non sanno nemmeno cosa sia.

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