IMPRESE-Rosa: 9mila in più e 1,4 mln di “capitane”

L.STABILITA’-Occupazione e imprese: le misure

14 novembre 2011 Comments (0) Dalla home page

LAVORO-Quote rosa: ancora poche donne nei cda

Secondo i dati Istat e della Fondazione Bellisario, in Italia il lavoro e la carriera non sono una prerogativa femminile. Non solo, quasi una donna su due inattiva, cioe ne occupata ne in cerca di lavoro. Una fotografia allarmante dell’Italia quella che arriva accostando i dati della Fondazione Bellisario, che ha voluto calcolare la percentuale femminile nei consigli di amministrazione a pochi mesi dall’entrata in vigore della legge sulle quote rosa, e i numeri Istat sull’occupazione di settembre 2011. Tutte cifre che, se lette insieme, compongono un puzzle che lascia sbalorditi: nel nostro Paese le donne non solo sono escluse dai posti di comando ma oggi sono pure in gran parte fuori dal mercato del lavoro. Una situazione non certo conveniente dal punto di vista economico.

Dal 28 luglio 2012, secondo la legge 120/2011, le societa quotate in Borsa e le partecipate dalle pubbliche amministrazioni dovranno assegnare il 20% dei posti nei propri consigli di amministrazione alle donne. Visto che la legge sulle quote rosa e stata approvata a luglio 2011, le societa interessate si sarebbero gia dovute mettere avanti, aprendo le porte dei propri cda. Ma cosi non e. Dall’inizio dell’anno solo 21 societa hanno assegnato 24 poltrone a donne. E ad oggi, secondo la Fondazione Bellisario, su 272 quotate il 93,1% dei 2837 posti da consigliere e assegnato a uomini, solo il 6,9% a donne.

E i dettagli sono ancora piu sconfortanti: nei cda di 139 societa non c’e neanche una donna, in 86 ce n’e una, in 37 due, in 8 ce ne sono tre e solo in due societa (Mediobanca e Milano Assicurazioni) ce ne sono 4. Ma il 47,5% dei membri femminili dei consigli di amministrazione ha legami familiari con la proprieta. “Significa che per le outsider entrare in un consiglio e ancora piu difficile”, ha spiegato Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario e ideatrice della legge sulle quote rosa.

Non va meglio nelle 2076 societa controllate dalle pubbliche amministrazioni, cioe quelle in cui comuni, provincie, regioni e altri enti locali detengono piu del 50%. Secondo una stima della Fondazione, su circa 13.500 membri dei cda solo il 4% sono donne. Tutti questi ha affermato la Golfo, “sono numeri che sottolineano quanto sia ancora difficile per le donne riuscire ad accedere a ruoli di riferimento in ambito economico”. Ma un Paese che “vuole essere competitivo non puo rinunciare al 50% delle sue risorse umane e di conoscenza”. Eppure, continua la Golfo, la legge sulle quote rosa e gia un passo avanti e “oggi le societa quotate con il maggior numero di donne sono nei settori delle nuove tecnologie, hanno proprieta diffusa o controllo straniero e un cda piu giovane. Sono, insomma, imprese moderne e internazionali”.

Dalle stime dell’Istat, invece, emerge che a settembre 2011 il tasso di inattivita femminile arriva al 48,9%, mentre quello maschile si attesta al 26,9%. Vuol dire che quasi una donna su due non rientra ne nella fascia degli occupati ne in quella dei disoccupati perche non lavora ne e in cerca di un posto.

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