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26 luglio 2014 Comments (0) Dalla home page

LAVORO-Professioni anti-crisi: in nome del benessere

Estetisti, parrucchieri, colf, badanti, camerieri, magazzinieri, pony express, sono i lavori che in questi ultimi anni non hanno conosciuto la crisi. Per contro invece, i ragionieri, gli amministratori delle piccole imprese, i muratori, i carpentieri, i ponteggiatori, i falegnami sono le professioni che hanno registrato le contrazioni occupazionali piu preoccupanti. Grazie alla realizzazione di un vero e proprio “borsino delle professioni”, l’Ufficio studi della Cgia di Mestre ha stilato una graduatoria dei lavori “top & down” che si sono registrati tra il 2008 e il 2013.

“Gli acconciatori e le estetiste – esordisce Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia – stanno conoscendo una profonda evoluzione professionale, dovuta, in particolare, alla scoperta di nuovi ambiti lavorativi racchiusi tra i campi dell’estetica e dell’immagine e quelli della salute. Negli ultimi tempi si e fatto strada un nuovo concetto del benessere, inteso come cura dello stato psico-fisico della persona. Grazie a cio si e avuta una forte espansione del settore con delle ricadute occupazionali, soprattutto tra i giovani, del tutto inaspettate. Per i lavori domestici, invece, e importante sottolineare come in questi ultimi anni di crisi le italiane siano ritornate a fare le colf e le badanti. Nonostante il peso della componente straniera sfiori ancora l’80% del totale degli occupati in questo settore, tra il 2012 e il 2013 la presenza delle italiane e aumentata di quasi il 5%, mentre gli stranieri sono diminuiti dell’8%”.

Le professioni Top
Come dicevamo, gli estetisti, i parrucchieri, le colf e le badanti hanno registrato un aumento in termini assoluti pari a oltre 314 mila unita (+71,7%). Seguono i camerieri, con un incremento di posti di lavoro pari a poco piu di 251.500 (+31,5%) e i magazzinieri e i pony express, con oltre 125.600 occupati in piu (+43,2%).

Appena fuori dal podio troviamo cuochi, baristi e ristoratori, con quasi 123.500 nuovi occupati (+14%) e le attivita legate alla guardiania e ai vigilanti non armati. Nonostante l’aumento in valore assoluto di quest’ultimo settore sia stato abbastanza contenuto e pari a quasi 76.000 unita, l’incremento percentuale e stato esponenziale: + 182,4 %.

Da un punto di vista metodologico, fa sapere la Cgia, per garantire una adeguata rappresentativita statistica sono state considerate le professioni con almeno 100 mila occupati che, tutte assieme, costituiscono oltre il 90% degli occupati presenti in Italia.

Quelle down
La professione piu “falcidiata” dalla crisi economica e stata quella dei ragionieri. A fronte di una diminuzione di oltre 441 mila unita, in termini percentuali la “caduta” e stata pesantissima: – 40,1%. Non e andata altrettanto bene nemmeno agli imprenditori e agli amministratori delle piccole imprese che hanno visto ridursi la platea degli occupati di quasi 215 mila unita (-38,4%). La crisi dell’edilizia ha “gettato sulla strada” anche moltissimi muratori, carpentieri e ponteggiatori. In termini assoluti si sono trovati senza un lavoro in oltre 177 mila (- 24,7%). Male anche la situazione di artigiani e operai specializzati del legno, del tessile e dell’abbigliamento: la flessione e stata di oltre 109 mila unita (-23,9%). Infine, a seguito dei tagli avvenuti in questi ultimi anni anche nel pubblico impiego, gli insegnanti delle scuole secondarie e post-secondarie e le forze di polizia di stato, i vigili urbani e i vigili del fuoco hanno subito una contrazione molto preoccupante: i primi sono diminuiti di quasi 101 mila unita (-19,5%), i secondi di oltre 97 mila (-23,9%).

(Foto:@Imagoeconomica)

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