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8 marzo 2011 Comments (0) News

LAVORO – Nuova Pansac: l’azienda non rispetta gli accordi e non è chiara sullo stabilimento di Portogruaro

A partire dal 2009 la Nuova Pansac, societa con sede in Milano e stabilimenti nel Veneto (Portogruaro, Mira e Marghera) in Emilia Romagna (Ravenna) e in Lombardia (Zingonia), impegnata nella lavorazione di prodotti derivati dal ciclo della chimica, a seguito di cattiva gestione aziendale e una serie di investimenti con esito negativo, ha creato una voragine di debito tale da portare il gruppo sull’orlo del fallimento. Si e aperta, quindi, una lunga trattativa sul tavolo istituito dal Ministero dello Sviluppo economico che ha portato a una serie di accordi tra le parti sulla cassa integrazione e sulla mobilita: il primo accordo di cassa integrazione straordinaria per crisi firmata il 28 maggio del 2010 che prevede nella gestione che prevede l’apertura della procedura della mobilita con il criterio della non opposizione da parte del lavoratore, e in modo particolare all’accordo del 7 febbraio del 2011, dopo che la Nuova Pansac ha sottoscritto atto di conferimento di ramo d’azienda a Pansac International.

Nell’accordo si prevede la possibilita per l’azienda di attivare la procedura di mobilita per 40 dipendenti del gruppo nell’ambito della quale l’individuazione dei lavoratori rispettera il criterio della non opposizione alla mobilita e che i delegati sindacali territoriali di riferimento a ciascun sito sottoscriveranno l’accordo sindacale di cui sopra: tale procedura rispondeva all’esigenza di circa cinque lavoratori del sito di Portogruaro di immediata ricollocazione presso nuova occupazione in Friuli e l’esodo di alcuni impiegati delle sedi amministrative in chiusura. L’azienda, a seguito dell’acuirsi della tensione che si e creata nel sito di Portogruaro, del quale non si e discussa la chiusura definitiva, cosa che resta peraltro incombente, ha deciso di rifiutare la mobilita ai 5 dipendenti compromettendo la possibilita di ricollocazione tradendo gli accordi firmati in sede ministeriale ma la sede di Portogruaro e collocata in un’area geografica particolarmente colpita dalla crisi e che si rende necessaria una piu completa e aggiornata valutazione della possibilita di mantenere in attivita anche questo sito produttivo, oltre a quelli di Marghera e Mira in Provincia di Venezia.

Cosi il deputato del Pd Rodolfo Giuliano Viola nell’interrogazione che ha rivolto ai ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e dello Sviluppo economico Paolo Romani per sapere “se non intendano verificare e sollecitare con urgenza il rispetto degli accordi sottoscritti tra le parti con particolare riferimento a quello del febbraio del 2011 e di riferire ai sottoscritti interroganti sulla possibilita che si istituisca al piu presto un tavolo ministeriale per definire in maniera compiuta la possibilita che il piano industriale, presentato dall’azienda alle banche e poi alle parti sociali senza la possibilita di discussione, preveda il mantenimento e rilancio del sito produttivo di Portogruaro e che comunque tale piano sia oggetto di discussione e di accordo con le parti sociali e gli enti locali territorialmente competenti”.

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