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17 maggio 2012 Comments (0) Approfondimenti

LAVORO-Mediatore: come lo si diventa

I professionisti che vogliono avvicinarsi all’istituto della mediazione e che ricercano nuove opportunita lavorative a completamento dei propri percorsi professionali. Ecco perche si parla tanto di mediazione: perche oltre a offrire nuove opportunita professionali, promuove il dialogo e il confronto tra i professionisti stessi sui molteplici aspetti della mediazione e segue pertanto l’evolversi delle professioni che possono cosi offrire alla committenza un servizio mirato alla salvaguardia del proprio bene/interesse.
L’opinione pubblica e, soprattutto, il mondo dei professionisti si trovano impreparati sul tema della mediazione. Ma e indiscutibile che i professionisti possono approcciarsi all’argomento formandosi e uniformandosi, riconoscendo nella mediazione uno strumento che e a vantaggio della societa civile.

Come si diventa mediatore?
Con una specifica formazione: secondo il D.M. 180/2010, art. 4, i mediatori civili devono possedere un titolo di studio non inferiore al diploma di laurea universitaria triennale oppure, in alternativa, devono essere iscritti a un ordine o collegio professionale e aver partecipato a un corso di formazione della durata di 50 ore.
Gli eventi formativi proposti alle professioni suggeriscono ai professionisti di intraprendere dei percorsi formativi che riguardano:
– il conseguimento della qualifica di Mediatore professionista;
– i percorsi di studio per l’approfondimento delle tematiche e delle metodologie volte a garantire una mediazione di successo con le conoscenze delle tecniche di gestione dei conflitti e di negoziazione nelle controversie, una continua attivita di ricerca con approfondimenti e formazione specifica in materia di risoluzione alternativa delle controversie.
Il passo successivo alla formazione e l’accreditamento presso un Organismo di mediazione pubblico (gli enti che costituiscono Organismi di conciliazione sono diversi, ma i piu diffusi sono le banche, associazioni di consumatori, Camere di Commercio, imprese di telecomunicazione) o privato, riconosciuto dal registro degli organismi (ROC) presso il Ministero della giustizia. Condizione essenziale per l’accreditamento e il possesso di una specifica formazione e di uno specifico aggiornamento almeno biennale, acquisiti presso gli enti di formazione in base all’art. 18 D.M. 180/2010.

Che cosa e un Organismo di mediazione?
«E un ente pubblico o privato, abilitato a svolgere il procedimento di mediazione civile, privo dell’autorita di imporre alle parti una soluzione della controversia, e iscritto al registro degli Organismi di conciliazione istituito con il D.M. giustizia 222 del 23 luglio 2004. L’Organismo deve garantire – come da Regolamento depositato presso il Ministero della giustizia – la riservatezza del procedimento, l’imparzialita e l’idoneita del conciliatore al corretto e sollecito espletamento dell’incarico».

I primi Organismi di conciliazione presenti sul territorio nazionale sono stati istituiti dalle Camere di Commercio. Il loro servizio e stato proposto alla cittadinanza per le controversie in materia di telefonia, di fatto rivolto solo agli operatori del settore. Adesso, con la nascita di Organismi di mediazione privati e la notevole divulgazione dell’istituto della mediazione, si ha la vera percezione di come la mediazione sia uno strumento che e a vantaggio di una societa civile e progredita.

Uno strumento a vantaggio della societa e aperto a tutte le professioni tecniche: ingegneri, geometri, architetti, agronomi, periti agrari e industriali, commercialisti. Ecco che il vero protagonista e il mediatore: un professionista della risoluzione dei conflitti che con studio e dedizione diventa fulcro nella mediazione e con il suo profilo professionale e le sue specifiche competenze ottimizza la relazione con le parti, cosi che esse abbiano fiducia in lui/lei e si giunga a una mediazione.
Il professionista con particolari qualifiche tecniche che si avvicina all’istituto della mediazione puo essere anche inserito nell’Albo dei Consulenti Tecnici Fiduciari dell’Organismo di mediazione.
Fondamentale e necessaria, come da regolamento, e l’iscrizione presso l’Albo dei Consulenti Tecnici del Tribunale.

Il Consulente Tecnico Fiduciario (CTF) e di fondamentale importanza al tavolo di mediazione, ecco perche deve possedere delle specifiche qualifiche tecniche, come nel caso di un professionista che opera nel campo delle valutazioni immobiliari. Come noto, dal 21 marzo 2011, e entrata in vigore l’obbligatorieta del tentativo di mediazione presso gli enti accreditati. Pertanto e necessario, prima di adire l’autorita giudiziaria, avviare la procedura di mediazione nelle seguenti materie: diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno da responsabilita medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicita, contratti assicurativi, bancari e finanziari. E previsto che, dal 21 marzo 2012, sara necessaria anche per il condominio e per il risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti.

Per le materie come diritti reali (su cosa propria e diritti reali di godimento), divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato e necessaria una qualifica professionale del mediatore e del CTF in materia di immobili, ed e in particolar modo richiesta la conoscenza della moderna metodologia estimativa di valutazione, che restituisca alle parti una stima puntuale dell’immobile e facilmente comprensibile alle parti.
Sono richieste nozioni tecnico-giuridiche per la redazione del verbale di conciliazione. E cosi, per esempio, un verbale di conciliazione relativa a una causa di divisione ereditaria puo richiedere conoscenze in merito al valore degli immobili che costituiscono l’asse ereditario, alla spettanza delle quote ereditarie, oltre che alla disciplina dei miglioramenti tra coeredi, all’incidenza della regolarita urbanistica sullo scioglimento della comunione ordinaria ed ereditaria secondo la giurisprudenza di legittimita, al regime delle fruttificazioni, alla collazione, all’esistenza di servitu ecc.

Ecco perche nell’istituto della mediazione si riscontrano particolari affinita con l’attivita di valutazione immobiliare e nello specifico: l’indipendenza, l’imparzialita e la riservatezza. Secondo gli International Valuation Standard (IVS), il valutatore indipendente e un professionista che possiede le necessarie qualifiche, capacita ed esperienza per effettuare una valutazione, che ne direttamente o indirettamente e legato da rapporti di dipendenza, collaborazione professionale continuativa o vincoli societari con il committente, con un agente che opera a favore del cliente o con l’oggetto dell’incarico, ovvero – nel caso di stime finalizzate all’erogazione del credito – che non abbia preso parte al processo di decisione del credito ne sia coinvolto nel monitoraggio del medesimo. Vi e una sostanziale convergenza per ruolo e modalita di svolgimento della propria attivita tra mediatore e valutatore immobiliare indipendente secondo gli standard internazionali.

Cosa sono gli IVS?
Gli IVS derivano da standard operativi legati alla prassi professionale (best practice) e consistono di norme uniformi internazionalmente riconosciute; la loro origine e il costante legame con l’attualita inducono nel tempo aggiornamenti, revisioni e modifiche in accordo con l’evoluzione del settore professionale.

Chi e il valutatore immobiliare?
Il valutatore immobiliare, come il mediatore, ha affrontato percorsi di formazione professionale, che hanno ampliato e qualificato il suo profilo.
E un professionista che vuole qualificare la sua attivita nel campo immobiliare qualsiasi sia il titolo professionale: che conosce le dinamiche del mercato immobiliare di riferimento e raccoglie e valorizza i dati immobiliari puntuali; che sa redigere e interpretare, secondo gli IVS, i rapporti di valutazione; che applica gli standard di valutazione e aderisce al Codice di condotta.
Il Rapporto di Valutazione (o meglio conosciuto come perizia, consulenza tecnica, elaborato peritale) e uno strumento che permette, attraverso metodologie scientifiche, di ottenere risultati puntuali e precisi sul valore di un immobile, qualsiasi sia lo scopo della valutazione.
La valutazione immobiliare come l’istituto della mediazione hanno bisogno di professionisti lungimiranti, che nutrano l’esigenza di ampliare il proprio campo di azione. Non esiste un perito puramente estimatore, bensi un tecnico che affianca alla propria attivita quella valutativa.
C’e bisogno di operativita tra i professionisti, di scambio e di confronto, di approfondimento come gia avviene nei Paesi europei e fuori l’Europa, perche questa presa di coscienza sia una vera e propria evoluzione culturale. (Fonte: Sole 24 Ore)

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