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REATI SOCIETARI-Senato: continuano i lavori in commissione Giustizia

18 febbraio 2015 Comments Off on LAVORO-Jobs Act: contratti di lavoro a tutele crescenti Approfondimenti

LAVORO-Jobs Act: contratti di lavoro a tutele crescenti

Le commissioni Lavoro di Camera e Senato hanno concluso i lavori su Atto al Governo. La maggioranza è spaccata. Nel Cdm previsto per il 20 febbraio in discussione i decreti attuativi.

 

Al Senato

A seguito dell’esame dello schema di Decreto legislativo in materia di contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, l’11° Commissione permanente del Senato (Lavoro e Previdenza complementare) ha espresso parere favorevole.

La Commissione ha, però, invitato il Governo a valutare l’opportunità di alcune osservazioni e integrazioni in ordine a:

campo di applicazione (art. 1);

licenziamenti discriminatori (art. 2);

quantificazione dell’indennizzo (art. 3);

offerta conciliativa (art. 6);

licenziamenti collettivi (art. 10).

Inoltre, in termini generali, viene sottolineato che la regolazione dei nuovi contratti permanenti deve allinearsi alle discipline vigenti negli altri Paesi europei, anche a quelle più protettive.

Alla Camera

ok commissione Camera a tutele crescenti.
Il parere sul contratto a tutele crescenti approvato dalla commissione Lavoro della Camera contiene tre condizioni.

Si vincola il governo a escludere i licenziamenti collettivi dalle nuove regole (cioè si vorrebbe mantenere per questi l’articolo 18).

L’esecutivo dovrà inoltre incrementare la misura minima e massima dell’indennità dovuta in caso di licenziamento per giustificato motivo o giusta causa.

Infine il governo dovrà assicurare «la reintegrazione nel posto di lavoro nelle ipotesi di licenziamento per giustificato motivo o giusta causa, in cui sussista una evidente sproporzione tra la sanzione del licenziamento e l’addebito disciplinare contestato» (ad esempio: la sottrazione di una penna).

Il governo, intanto, continua a lavorare sulla definizione degli altri decreti attuativi, che venerdì 20 andranno in consiglio dei ministri.

Si stringe sull’attuazione del Jobs act, anche con la definizione dell’Agenzia unica per le ispezioni del lavoro in campo da gennaio 2016, ma la maggioranza si spacca di nuovo in commissione Lavoro della Camera (dopo il Senato) sul parere relativo al contratto a tutele crescenti: un parere sì positivo ma con la richiesta di escludere i licenziamenti collettivi dalle nuove regole (non condivisa da Ncd).
Arrivato l’ok anche sul decreto Aspi dalle commissioni Lavoro sia di Camera che di Senato.

Il governo, intanto, continua a lavorare sulla definizione degli altri decreti attuativi, che venerdì 20 andranno in consiglio dei ministri.

A partire dal decreto sul riordino delle tipologie contrattuali (oltre a quello sulla conciliazione vita-lavoro), che invece OGGI 18 FEBBRAIO 2015,  sarà al centro dell’incontro convocato dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, con le parti sociali.

Sulla nascita dell’Agenzia per le ispezioni del lavoro, prevista dal Jobs act, la bozza del relativo decreto attuativo indica la sua istituzione dal primo gennaio 2016: integrerà in un’unica struttura i servizi ispettivi del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dell’Inps e dell’Inail.

Avrà sede principale a Roma e 18 sedi territoriali, con una dotazione organica complessiva di 5.982 unità.

E vedrà la contestuale soppressione delle Direzioni interregionali e territoriali del lavoro, 85 uffici, con il trasferimento del personale amministrativo: circa 1.000 unità andranno all’Agenzia e le restanti circa 1760 verranno invece trasferite “anche in soprannumero, all’Inps, all’Inail o alle Prefetture-Uffici territoriali del governo”, come si legge nella relazione tecnica che accompagna la bozza. Sono previsti risparmi totali per 26,1 milioni di euro.

Quanto alle tipologie contrattuali, al momento il governo ragiona sull’eliminazione graduale delle collaborazioni, puntando a rafforzare l’utilizzo da parte delle aziende del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti e lasciando la sfera del lavoro autonomo alle partite Iva (ipotizzando per queste maggiori tutele a partire dalla maternità ma con paletti per quanto riguarda i redditi).

Ma non è escluso che arrivi una nuova forma contrattuale, un “contratto economicamente dipendente”, nel quale convogliare quei casi di monocommittenza che non rientreranno nel contratto a tutele crescenti.

(A cura di Fabio Fiori, responsabile Ufficio studi di InnCantiere Srl)

Allegati

Senato Commissione Lavoro, Parere sull’atto del Governo n. 134. 16.02.15

Camera- Commissione Lavoro Parere sull’atto del Governo n. 134. 17.02.15

 

Allegati

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