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1 agosto 2012 Comments (0) Approfondimenti

LAVORO-Clandestini extra-Ue: come regolarizzarli

Tra le disposizioni contenute nel provvedimento 16 luglio 2012, n. 109 (G.U. 25 luglio 2012, n. 172), che recepisce la direttiva 2009/52/CE sulle norme minime relative alle sanzioni e ai provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e irregolare, quella di maggior interesse e attesa da parte dei datori di lavoro e sicuramente l’art. 5 che ripropone, dopo diversi anni, la regolarizzazione dei rapporti instaurati con lavoratori clandestini.

Soggetti beneficiari
I datori di lavoro che possono accedere all’emersione sono i cittadini italiani, quelli comunitari e quelli extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia, titolari di un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno) che soddisfano le seguenti condizioni:
– occupano irregolarmente (quindi senza regolare rapporto di lavoro e privi del permesso di soggiorno) alle proprie dipendenze stranieri da almeno 3 mesi;
– continuano ad occuparli alla data del 15 settembre 2012 (data dalla quale e possibile inoltrare telematicamente la domanda di regolarizzazione);
– si tratta di lavoratori stranieri presenti in Italia almeno dal 31 dicembre 2011 (situazione questa che lo straniero dovra attestare con documentazione proveniente da organismi pubblici, come ad esempio il visto d’ingresso rilasciato dalle Rappresentanze diplomatiche o consolari italiane).
Non potranno in ogni caso accedere all’emersione i datori di lavoro che risultano condannati negli ultimi 5 anni (anche con sentenza non definitiva) per: favoreggiamento dell’immigrazione clandestina o per reati diretti al reclutamento di persone destinate alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attivita illecite; intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro; occupazione di stranieri privi del permesso di soggiorno o con permesso scaduto e non rinnovato nei termini, revocato o annullato.
L’esclusione opera anche nei confronti del datore di lavoro che, dopo aver presentato in passato la richiesta di nulla osta all’ingresso per lavoro subordinato attraverso il decreto flussi oppure dopo aver aderito a procedure di emersione dal lavoro irregolare, non ha sottoscritto il contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico per l’immigrazione oppure non ha proceduto all’assunzione dello straniero, a meno che la rinuncia non sia dipesa da cause di forza maggiore e comunque non imputabili al datore di lavoro (come ad esempio aver cessato l’attivita o il ramo d’azienda dove lo straniero doveva prestare la propria attivita).

Lavoratori esclusi
Secondo il DLgs 109/2012 non possono formare oggetto di regolarizzazione i lavoratori stranieri che si trovano in una delle seguenti condizioni: nei loro confronti e stato emesso un provvedimento di espulsione; risultano segnalati ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato; risultano condannati, anche con sentenza non definitiva, per uno dei reati previsti dall’art. 380 cpc; sono considerati una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali l’Italia ha siglato accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone.
Non possono essere regolarizzati i lavoratori extracomunitari titolari di un rapporto part time, a meno che non si tratti di lavoratori domestici e di sostegno al bisogno familiare (colf).

La procedura

I soggetti interessati alla regolarizzazione avranno tempo un mese, e piu precisamente dal 15 settembre al 15 ottobre 2012, per presentare, con le modalita che verranno definite da un decreto ministeriale (si ritiene in ogni caso per via telematica utilizzando la procedura on line che verra resa disponibile sul sito del Ministero dell’interno), apposita dichiarazione di emersione allo Sportello Unico per l’immigrazione, previo versamento di un contributo forfettario pari a 1.000 euro (non deducibile ai fini IRPEF) per ciascun lavoratore. Inoltre il datore di lavoro sara tenuto a corrispondere al lavoratore straniero la retribuzione e a versare contributi ed imposte ai rispettivi enti ed istituti relativi al rapporto di lavoro, pari almeno a 6 mensilita o periodo piu lungo se il rapporto di lavoro ha avuto una durata superiore. Continua in Guida al Lavoro n. 32-33/2012 (Fonte: Il Sole 24 Ore)

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