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6 aprile 2011 Comments (0) Dalla home page

LAVORO-Immigrati: Puglia, sfruttati anche nelle rinnovabili

Il fenomeno dello sfruttamento della manodopera straniera nei vari settori produttivi italiani e in particolare nella realta Salentina, con l’intreccio tra lavoro sommerso, caporalato e criminalita vede tra le principali vittime proprio i lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno, cui vengono affidate le mansioni piu dequalificate e usuranti, la cui pericolosita e spesso causa di infortuni sul lavoro, anche fatali. Questo l’argomento di un’interrogazione della deputata del Pd Teresa Bellanova a cui ha risposto ieri, martedi 5 aprile, il sottosegretario Laura Ravetto facendo presente che “il contrasto al lavoro sommerso, in particolare all’impiego non regolare di manodopera extracomunitaria e clandestina, costituisce una delle priorita dell’azione di questo Governo. In particolare, come evidenziato nel Piano per l’integrazione Identita e incontro, approvato dal Consiglio dei ministri il 10 giugno del 2010, il contrasto allo sfruttamento della manodopera immigrata va condotto anche attraverso opportuni accordi in sede di contrattazione collettiva, operando soprattutto a livello territoriale e aziendale, e con l’uso esteso dei buoni lavoro come strumento di flessibilita ma anche di salvaguardia dei lavoratori immigrati. Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha avviato nello scorso mese di ottobre un progetto denominato Rete dei servizi per la prevenzione del lavoro sommerso nato a seguito della stipula di un Accordo di Programma con le 4 Regioni dell’Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia)”

“L’accordo – ha affermato il sottosegretario – impegna tutte le Amministrazioni coinvolte nella realizzazione di un intervento sperimentale di politica attiva del lavoro, volto a contribuire alla prevenzione del lavoro sommerso, attraverso la creazione di una rete di servizi pubblico/privato per favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro. Tale accordo prevede un impegno economico di 5 milioni di euro a carico del programma operativo nazionale «Governance e azioni di sistema» 2007-2013 Obiettivo 1 Convergenza. Di questa somma, 500 mila euro saranno utilizzati per la realizzazione delle attivita comuni e trasversali a tutte le regioni mentre i restanti 4,5 milioni, saranno impegnati per l’erogazione di almeno 3.000 voucher formativi nelle 4 Regioni citate. L’azione coinvolgera i settori dell’Edilizia, dell’Agricoltura e del Turismo.
Piu in generale, il contrasto al lavoro nero e all’economia sommersa sono obbiettivi, e lo ribadisco, prioritari del Governo, che si e inteso perseguire anche attraverso la procedura, introdotta dal decreto-legge n. 78 del 2009, di emersione del lavoro irregolare dei lavoratori domestici e dei lavoratori adibiti alla cura delle persone. Infatti, in base a questa procedura sono state quasi 300mila le domande che hanno consentito la regolarizzazione di altrettanti lavoratori extracomunitari.

“L’attivita del Governo di contrasto a questo fenomeno – ha spiegato la Ravetto – si basa, inoltre, sull’attivita di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale svolta dagli uffici territoriali del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. A questo proposito la direttiva del ministro Sacconi del 18 settembre 2008 prevede che l’attivita di vigilanza a livello territoriale sia indirizzata alla verifica dei fenomeni di irregolarita di carattere sostanziale, profondamente lesivi delle condizioni di lavoro, in una logica di conseguimento di risultati significativi a livello qualitativo piuttosto che quantitativo. Pertanto, al fine di garantire maggiore efficacia all’attivita di vigilanza, la programmazione strategica per l’anno 2011 si basa sulle proposte provenienti dalle Direzioni regionali del lavoro che, attraverso una specifica azione di intelligence, individuano gli ambiti prioritari di intervento. Viene privilegiata, quindi, l’azione di vigilanza nei confronti delle realta economiche gestite o organizzate mediante minoranze etniche, operanti al di fuori di qualunque regolamentazione di carattere gius-lavoristico, previdenziale e fiscale, che realizzano vere e proprie forme di sfruttamento della manodopera, prevalentemente extracomunitaria e clandestina. Tali verifiche saranno, inoltre, realizzate attraverso specifiche azioni coordinate con gli Istituti previdenziali e le forze di polizia”.

“Informo – ha poi aggiunto il sottosegretario – che il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha deciso di realizzare per l’anno in corso un «Piano straordinario di vigilanza per il contrasto al lavoro sommerso» che prevede l’effettuazione di almeno 80mila controlli mirati a questo specifico fenomeno, a cui ne vanno aggiunti altri 50mila che saranno effettuati dagli Enti previdenziali. Si prevede di realizzare, in tal modo, almeno 130mila verifiche. Con specifico riferimento agli accertamenti ispettivi nei confronti delle aziende operanti nel settore della costruzione di impianti fotovoltaici nelle province di Brindisi e Lecce, informo che sono in corso, sotto il coordinamento della Prefettura territorialmente competente, specifiche azioni di vigilanza da parte di un gruppo interforze composto da funzionari del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dell’Inps, dell’Inail, delle Ausl nonche della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Voglio, infine, ricordare – ha concluso la Ravetto – che il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha partecipato attivamente all’elaborazione della Direttiva Comunitaria 2009/52/CE che impegna gli Stati membri dell’Unione europea a irrogare sanzioni e provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e irregolare. La suddetta Direttiva e inserita nel disegno di legge recante disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alla Comunita Europea – cosiddetta Legge comunitaria 2010 – gia approvato al Senato e attualmente all’esame della Camera dei deputati”.

Nella replica la Bellanova si e detta insoddisfatta della risposta della rappresentante del Governo, che “giudica ispirata a un tono propagandistico e totalmente elusivo rispetto ai quesiti posti nell’interrogazione, lamentando peraltro la mancanza di una presenza politica in Commissione che – pur nel rispetto del ruolo svolto dal sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento – sia istituzionalmente collegata alla responsabilita del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali”. Inoltre la deputata ha fatto notare che l’impiego irregolare di migliaia di lavoratori, in prevalenza extracomunitari, sta coinvolgendo, in particolare nel territorio salentino e nelle zone intorno alla provincia di Brindisi, “nuovi settori ad alto investimento dell’economia italiana, tra cui quello delle energie alternative, laddove molti lavoratori, anche qualificati e preparati, risultano addirittura ridotti in schiavitu e privati dei loro diritti fondamentali”.

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