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24 maggio 2011 Comments (0) Dalla home page

LAVORO-Part time: lo decide l’impresa. Non è diritto

La Corte di Cassazione con sentenza numero 9769 del 4 maggio 2011 ha stabilito che il part time non figura come diritto del lavoratore ma la sua concessione e a discrezione dei vertici dell’impresa che decidono se il lavoratore puo prestare servizio solo mezza giornata oppure no. Va ricordato che il contratto collettivo prevede la possibilita di riduzione dell’orario lavorativo qualora il dipendente si trovi nelle condizioni indicate come prioritarie per concedere la stipula dell’accordo integrativo aziendale. La decisione deve essere comunque valutata attentamente in relazione alle “esigenze organizzative e produttive” dell’impresa nel momento specifico.

La Cassazione ha accolto il ricorso di una banca contro la Corte di appello di Ancona che aveva invece dato ragione a un lavoratore che pretendeva di usufruire del tempo parziale giustificato con un precario stato di salute. Fino a dove puo decidere il datore e quando entrano in gioco i diritti del lavoratore? L’imprenditore puo scegliere il tipo di prestazione di cui l’impresa ha bisogno, tra tempo pieno e part time, valutando se le richieste dei dipendenti rispondono o meno alle esigenze aziendali. Dal momento in cui venga stabilito che “in una determinata unita produttiva e con riguardo a specifiche mansioni” vi sia una particolare esigenza la decisione di concedere o negare la trasformazione del rapporto a part time non e piu a discrezione del titolare e segue invece i criteri stabiliti dalla contrattazione collettiva e dagli accordi integrativi aziendali. Il dipendente viene legittimato a ritenersi leso e chiedere il risarcimento del danno qualora vengano a mancare i principi di correttezza e buona fede relativamente alla trasformazione del rapporto di lavoro.

Riassumendo il dipendente non ha il diritto di sindacare le scelte dell’imprenditore nel ritenere che l’impresa abbia necessita di lavoratori a tempo parziale o intero, ma ha invece il diritto di chidere un risarcimento qualora l’esercizio del potere del datore di lavoro sia esercitato in maniera illegittima (scegliendo ad esempio di concedere il part time ad alcuni lavoratori e non ad altri che ne abbiano fatto richiesta e che possiedano gli stessi requisiti).

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