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24 novembre 2011 Comments (0) Approfondimenti

LAVORO-Indennità ferie non godute: il parere dei consulenti

Se le ferie maturate non vengono godute, il lavoratore ha diritto a un’indennita. E tale somma, che per legge e prevista solo per la quota residua alla fine del rapporto, e considerata dalla giurisprudenza con due orientamenti nettamente differenti: uno che le attribuisce natura retributiva e uno che le attribuisce invece natura risarcitoria. Lo ha evidenziato il parere n.24 del 2011 della Fondazione Studi Consulenti del lavoro.

Secondo i consulenti del lavoro, se l’indennita per ferie non godute si considera di natura retributiva, vi si applica “una prescrizione quinquennale e l’imponibilita fiscale e previdenziale”, citando la Suprema Corte, secondo cui “le erogazioni pecuniarie dovute per ferie e riposi non goduti hanno carattere non risarcitorio ma retributivo e, pertanto, il relativo diritto del lavoratore – dovendo esse avvenire con la stessa periodicita della normale retribuzione relativa al periodo cui si riferiscono – soggiace alla prescrizione quinquennale e non gia alla prescrizione decennale, la quale, a differenza della prima, decorre, in ogni caso, anche in pendenza del rapporto di lavoro”

Sotto il profilo contributivo, poi, questo significa che “l’indennita sostitutiva di ferie non godute e assoggettabile a contribuzione previdenziale a norma dell’art. 12 della legge n. 153 del 1969”, precisano i consulenti, citando ancora la Cassazione e aggiungendo che anche “l’Inps si e espresso a tal proposito, affermando l’obbligatorieta della contribuzione sul compenso per le ferie non godute” in circolari e messaggi. Ma, sottolineano i consulenti nel parere, “altra parte della giurisprudenza attribuisce all’indennita sostitutiva delle ferie natura risarcitoria, in quanto correlata a un inadempimento contrattuale del datore di lavoro, la quale quindi soggiace alla prescrizione di 10 anni prevista dall’art. 2946 c.c., che decorre in ogni caso durante il rapporto di lavoro”.

Sempre la Suprema Corte, ha affermato, anche nell’ultima decisione adottata in materia, che “l’indennita sostitutiva delle ferie e dei riposi settimanali non goduti ha natura non retributiva ma risarcitoria e, pertanto, e soggetta alla prescrizione ordinaria decennale, decorrente anche in pendenza del rapporto di lavoro”. Secondo tale tesi, quindi, il diritto all’indennita per le ferie non godute si prescrive nel termine di 10 anni che decorre sempre durante il rapporto di lavoro.

“Accogliendo tale posizione -conclude il parere- la Suprema Corte ha anche stabilito che ‘l’indennita sostitutiva delle ferie non godute ha natura risarcitoria, con conseguente esclusione dall’obbligo della contribuzione: essa, infatti, e correlata a un inadempimento del datore di lavoro dell’obbligazione contrattuale di concedere le ferie, ed e finalizzata a indennizzare il lavoratore per il danno subito a seguito del mancato ristoro delle energie psicofisiche, funzione che pacificamente le ferie assolvono”.

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