WEB – Accesso: Rodotà, deve essere diritto costituzionale

AGRICOLTURA – Sud: servono misure urgenti anticrisi

7 dicembre 2010 Comments (0) Dalla home page

LAVORO -Ex Ila: stop a trattative anche c’è chi la vuole

Il curatore fallimentare dell’ex Ila con sede a Portovesme, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per i 164 dipendenti della fabbrica di laminati in alluminio chiusa ormai da due anni e il provvedimento notificato ai lavoratori ha fatto precipitare gli eventi e si teme che gli operai possano reagire duramente alla decisione del curatore che doveva piazzare sul mercato lo stabilimento. Cosi la deputata del Pd, Amalia Schirru, prima firmataria dell’interrogazione, si e rivolta al ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi, spiegando che “per bloccare questo provvedimento servirebbe una manifestazione d’interesse sostenuta da una cauzione del 10% calcolata sul valore della fabbrica. Sussistono dei contatti tra Regione e un imprenditore disposto a rilevare la fabbrica intercorsi nei giorni scorsi con un’offerta di 5 milioni e 200 mila euro e il gruppo ha chiesto tempo per presentare il piano industriale”.

Tuttavia “la crisi del comparto alluminio e soprattutto l’alto prezzo stabilito per la cessione degli impianti pero ha fatto rallentare le trattative per un acquisto della fabbrica, anche perche i potenziali acquirenti avrebbero dovuto sostenere ingenti spese per riavviare la produzione e riconvertire la fonderia del metallo. Costi quindi fuori da ogni logica imprenditoriale che hanno reso impossibile il cambio di gestione. Tuttavia, questi, denunciano i sindacati, hanno presentato una manifestazione d’interesse e chiedono altri sette mesi di tempo per fare una valutazione e presentare l’offerta: a fine dicembre quindi i lavoratori della fabbrica di laminati in alluminio rischiano di esser licenziati e non poter accedere ulteriormente agli ammortizzatori sociali. Gli operai sono in cassa integrazione in deroga, ma a fine anno l’assegno sociale non arrivera piu alle famiglie. Si teme una reazione durissima: un anno fa una sessantina di operai avevano bloccato il treno a Villamassargia, minacciando anche azioni piu clamorose. Con il riconoscimento della cassa integrazione gli animi si erano calmati in attesa di soluzioni positive e i lavoratori sono dunque in attesa di una risposta per individuare una soluzione che consenta di congelare l’attuale situazione almeno finche non arrivera la risposta del gruppo imprenditoriale, evitando cosi il licenziamento di massa”. Percio, la richiesta e quella che venga deliberata “una proroga della cassa integrazione, onde evitare possibili episodi di disperazione da parte degli operai”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.