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13 giugno 2011 Comments (0) Dalla home page

LAVORO-Eurallumina: in ritardo la riapertura degli impianti

Lo scorso giovedi 9 giugno, in X Commissione permanente della Camera (Attivita produttive, commercio e turismo), il sottosegretario Stefano Saglia ha risposto all’interrogazione del deputato del Pd Paolo Fadda, che aveva per oggetto il riavvio degli impianti della societa Eurallumina Spa, spiegando che “lo scorso 4 maggio, si e tenuta, presso il Ministero dello Sviluppo economico, una riunione riguardante la societa Euralluminia Spa alla quale hanno partecipato oltre al citato Ministero, il Ministero dell’Ambiente, la Regione Sardegna, la provincia di Carbonia Iglesias, il sindaco del Comune di Portoscuso, i rappresentanti dell’azienda Eurallumina, la Confindustria Sardegna Meridionale, unitamente alle organizzazioni confederali e di categorie nazionali e territoriali e alle rsu aziendali”.

“La riunione – ha ricordato Saglia – e stata convocata al fine di esaminare le questioni preliminari al riavvio degli impianti. Inizialmente il rappresentante dell’azienda ha fatto presente che, a valle della risoluzione dei problemi di reperimento dell’olio combustibile, fosse necessario discutere dell’espansione del bacino di smaltimento dei residui della lavorazione della bauxite. Cio avrebbe consentito, a parere dello stesso, di prolungare l’esercizio almeno per altri 20 anni, grazie all’adozione di una nuova tecnologia di smaltimento che avrebbe permesso di ridurre i liquidi presenti nei fanghi e il relativo volume. Dalle interlocuzioni con la Regione Sardegna – ha aggiunto – e emersa la possibilita di espandere l’attuale bacino in un’area di circa 16 ettari («Su Stangioni») di proprieta del Consorzio Industriale Provinciale Carbonia-Iglesias Tale soluzione sarebbe praticabile qualora un’analisi di rischio – gia condotta da Eurallumina con esito positivo – desse garanzie sull’assenza di pericoli ambientali, anche nel caso si evitasse l’asportazione dei residui depositati dall’azienda negli anni 70. La realizzazione di tale progetto – ha poi sottolineato – presuppone la disponibilita della provincia di Carbonia Iglesias e del comune di Portoscuso a procedere con l’iter autorizzativo. La Regione Sardegna dovrebbe, inoltre, approvare il progetto. Il nulla osta definitivo dovra essere espresso dal Ministero dell’ambiente. In quella stessa sede il rappresentante della provincia di Carbonia-Iglesias ha dichiarato che l’Azienda ha a disposizione una volumetria residua gia autorizzata per il deposito dei fanghi di circa 9 mln di m3 garantisce ulteriori 13 anni di attivita. Eurallumina, tuttavia, ha richiesto una sopraelevazione del deposito, da 36 a 44 metri, e un’espansione in orizzontale per altri 16 ettari, che la Provincia, attualmente, sembra restia a consentire”.

“Riguardo l’area succitata, denominata Stangioni – ha spiegato ancora il sottosegretario – il processo e piu complesso. La Provincia ha dato, comunque, disponibilita a mettere a disposizione il sito di stoccaggio e a porre in essere, nel rispetto della normativa, gli atti di propria spettanza. Il Ministero dell’Ambiente, per quanto attiene alla propria competenza, ha affermato che nel corso degli anni, a seguito di conferenze di servizi, ha ordinato a Eurallumina di effettuare determinate azioni, cosa che e avvenuta solo in parte. Al momento e in essere un intervento di messa in sicurezza dell’area da parte del commissario e cio ha portato al sequestro preventivo dei bacini. Qualora il procedimento giudiziario in corso dovesse portare al dissequestro delle aree, il Ministero dell’Ambiente valutera comunque, il piu rapidamente possibile, il progetto presentato dall’Eurallumina. Il rappresentante del Ministero dello Sviluppo economico – ha continuato – ha rilevato come il pronunciamento del giudice sia preliminare a qualsiasi decisione e ha preso atto che la Provincia ha dichiarato che non ci dovrebbero essere ostacoli all’innalzamento del bacino e che il Ministero dell’ambiente ha dato disponibilita a esaminare rapidamente il progetto. Il rappresentante dell’Azienda ha comunicato che entro la fine di maggio Eurallumina avrebbe presentato al giudice la propria memoria difensiva per il dissequestro dei bacini”.

“Nel corso della riunione, il Ministero dello Sviluppo economico – ha affermato il sottosegretatio – ha evidenziato che le interlocuzioni per la creazione della Newco, che dovrebbe farsi carico della costruzione della nuova caldaia a vapore, stanno proseguendo, anche se, rispetto a quanto stabilito inizialmente, i costi sono aumentati. Trattandosi, inoltre, d’investimenti significativi, per la parte pubblica – ha aggiunto – sara necessario notificare gli stessi a Bruxelles. Il rappresentante dell’Azienda ha precisato, nella stessa riunione, che lo scorso 23 dicembre era stata presentata la domanda di rimodulazione del Contratto di Programma in essere, dove non sono previsti nuovi finanziamenti, ma una diversa ripartizione degli investimenti. Sulla tale richiesta dovra pronunciarsi il Cipe. Il Ministero dello Sviluppo economico, da quanto detto – ha concluso Saglia – sta seguendo in modo attento l’evoluzione di una vicenda industriale veramente complessa e importante, con l’obiettivo di individuare ogni possibile soluzione, affinche questa importante realta produttiva possa cominciare a operare, come tutti auspichiamo, nel modo migliore, anche e soprattutto per la tutela dei livelli produttivi e occupazionali locali e nazionali”.

Nella consueta replica, Fadda si e dichiarato soddisfatto della risposta del Governo sottolineando come non risulti ancora presentata la richiesta di dissequestro degli impianti e l’azienda non stia rispettando gli impegni assunti ai tavoli con le parti sociali, evidenziando al contempo come “con il ritardo della riapertura degli impianti si stanno causando gravi danni alla popolazione coinvolta”.

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