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24 febbraio 2011 Comments (0) Dalla home page

LAVORO-Eaton: trattative deboli? Ed è mobilità per 304

La situazione dei 304 lavoratori della Eaton, multinazionale statunitense specializzata in componentistica per auto, impiegati nello stabilimento di Massa e Carrara si fa ogni giorno piu insostenibile: infatti, la societa americana ha deciso l’avvio della messa in mobilita, a partire dal 15 dicembre 2010, per i suoi dipendenti. Tale passo sembrava essere stato scongiurato dalla presentazione di proposte da parte di diverse societa miranti alla reindustrializzazione dell’area, ma la Eaton, che aveva subordinato la concessione del terzo anno di ammortizzatori sociali al buon esito delle trattative, ha invece considerato deboli le manifestazioni di interesse pervenute e ha dichiarato di non ritenere possibili soluzioni alternative alla mobilita dei dipendenti. Un “l’atteggiamento di ostinata chiusura” dell’azienda ” nel momento in cui, invece, si prospettano soluzioni che permetterebbero una reindustrializzazione dell’area e consentirebbero si lavoratori di usufruire del sostegno della cassa integrazione in deroga in attesa del pieno reinserimento nel mondo del lavoro” che ha spinto i deputati del Pd Andrea Riconi e Gatti ha interrogare il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi per avere conferma della fondatezza dei fatti e “se trovi conferma l’esistenza di un fondo di 10 milioni di euro al quale accedere per finanziare l’integrazione economica al normale periodo di mobilita prevista dalla normativa vigente”.

Nell’interrogazione si legge che la Eaton “sorda a tutte le richieste delle istituzioni regionali e locali e delle parti sociali, e alle istanze di seria valutazione delle manifestazioni di interesse sin qui pervenute, allo scopo di permettere una reindustrializzazione dell’area, ha proceduto al formale licenziamento dei suoi dipendenti ponendo in mobilita 304 lavoratori”. Ma la decisione dell’azienda perviene in un momento in cui sono emersi progetti industriali seri e credibili che potrebbero consentire una rivalutazione dell’area industriale. Tali iniziative che la stessa Eaton non ha escluso potessero diventare progetti fattibili, sono state purtroppo ignorate perche ritenute dalla societa ancora in fase embrionale e mancanti di certezze. Inoltre, si ricorda che “il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, aveva gia in precedenza dichiarato di ritenere il ritiro della lettera di licenziamento e la concessione della cassa integrazione in deroga una richiesta ragionevole che ci avrebbe dato una maggiore liberta di manovra in attesa della concretizzazione del nuovo progetto industriale, affermando che questo irrigidimento dell’azienda e un ostacolo in piu verso la difficile soluzione della crisi e rappresenta un grave colpo alle relazioni industriali sindacali, decisamente insolito in una regione che, pure, sta vivendo numerose crisi aziendali”.

Non solo, viene menzionata anche la risposta del sottosegretario del Ministero dello Sviluppo economico, Stefano Saglia, a un’interrogazione presentata a prima firma Gatti, nella quale lo stesso sottosegretario “pur ribadendo la volonta di sottoscrivere un protocollo d’intesa dello stabilimento Eaton, ha ammesso che le risorse necessarie sono ancora tutte da individuare e che le risorse gia individuate per l’area di Massa-Carrara sono destinate ad un accordo di programma relativamente ai Nuovi Cantieri Apuania (NGA-settore della cantieristica)” e che “e apparso un comunicato stampa sulla cronaca locale del quotidiano La Nazione di Massa-Carrara il 18 febbraio 2011, a firma del capogruppo comunale del PdL Corrado Amorese, che cosi asserisce che i 10 milioni di euro di cui ho parlato arriveranno e riguarderanno i processi di deindustrializzazione sulle aree di Nca e EATON”, quindi, “il fondo che permettera la continuita di reddito agli operai della Eaton esiste e il Ministro Sacconi sta firmando per avviare il procedimento che permettera la mobilita continuativa per questi lavoratori”. Percio hanno affermato i due deputati “sarebbe opportuno, ad avviso degli interroganti, evitare pericolose dichiarazioni pubbliche di esponenti politici locali che rischiano di generare false aspettative e non giustificati entusiasmi e di alimentare nuove incertezze per il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie”.

Nell’interrogazione si ricorda anche l’episodio della “manifestazione pacifica del 17 novembre 2010, svoltasi per attirare l’attenzione sulla drammaticita della vicenda e conclusasi con una carica da parte delle forze dell’ordine che ha provocato diversi contusi e il ferimento di due manifestanti, e solo l’ultimo atto di una travagliata vicenda, iniziata alla fine del 2008 con la decisione della societa di mettere in casa integrazione i 350 dipendenti dell’epoca”.

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