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10 gennaio 2012 Comments (0) Dalla home page

LAVORO-Contratto atipico: così il 25% dei giovani occupati

Il 12,4% degli occupati italiani ha un contratto atipico, una percentuale che raddoppia tra i giovani, salendo quasi al 25%. E’ emerso dai dati dell’indagine Isfol Plus, una rilevazione sull’offerta di lavoro che coinvolge, annualmente, circa 40mila individui tra i 18 e i 64 anni e che fa parte del Sistema statistico nazionale.

La percentuale di occupati assunta a tempo indeterminato e pari al 65,5% – si legge nello studio diffuso da Isfol – mentre il 18,2% ha un’attivita autonoma continuativa. La quota di apprendisti e pari all’1,4% e il 12,4% dei lavoratori ha, appunto, un contratto non standard.

L’incidenza di occupazioni atipiche – ha sottolineato l’Isfol – e decisamente sbilanciata per eta, coinvolgendo maggiormente i giovani: solo il 54% dei 18-29enni e a tempo indeterminato, poco meno del 10% sono autonomi, circa l’8% ha un contratto di apprendistato e quasi il 25% rientra nell’atipico.

Le donne, i laureati e i residenti nelle regioni meridionali sono piu coinvolti nel lavoro non standard. Relativamente all’orizzonte temporale dei contratti atipici, la meta dei dipendenti a termine ha una continuita che va dai 7 ai 12 mesi e solo il 25% supera l’anno. La durata delle altre tipologie atipiche e ancora minore.

Nel periodo 2008-2010 il 37% dei lavoratori atipici e passato a un’occupazione standard, mentre il 43,1% e rimasto nella condizione originaria e circa il 20% e finito nell’area dei senza lavoro. Tra chi era in cerca di un’occupazione la percentuale di chi ha trovato un lavoro standard e intorno al 16%, analoga a quella di chi ha invece ottenuto un lavoro atipico; mentre quasi il 60% e rimasto nella stessa condizione e poco meno del 10% e confluito nell’inattivita.

Confrontando questi dati con il precedente biennio 2006-2008 emerge come il tasso di trasformazione da un’occupazione non standard al lavoro tipico sia sceso di 9 punti percentuali (dal 46% al 37%). Va comunque sottolineato che i lavoratori atipici mostrano performance migliori rispetto a coloro che sono in cerca di lavoro: relativamente a questi ultimi le percentuali di passaggio ad un’occupazione standard sono, infatti, il 21% nel 2006-2008 e il 16% nel 2008-2010.

“Possiamo parlare – ha dichiarato Aviana Bulgarelli, direttore generale dell’Isfol – di un mercato del lavoro meno permeabile, in cui l’ingresso nel mondo del lavoro prima e la stabilizzazione delle posizioni lavorative poi avvengono con piu difficolta. Il lavoro non standard aumenta le probabilita di transitare verso un impiego stabile. Tuttavia, la velocita di trasformazione di conversione dei contratti flessibili in occupazioni stabili si e ridotta e gli esiti negativi sono aumentati”.

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