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28 giugno 2011 Comments (0) Approfondimenti

LAVORO- Ferie non godute: 10 anni per chiedere risarcimento

La Corte di Cassazione si e recentemente pronunciata sull’indennita per le ferie non godute, ribaltando l’orientamento degli anni precedenti, considerando la monetizzazione delle ferie maturate e non godute come un risarcimento. La Corte ha stabilito che, trattandosi di risarcimento, l’indennita che spetta al lavoratore per aver svolto le sue mansioni anche durante i giorni di ferie o di riposo, rientra nell’ambito della prescrizione decennale stabilita dall’art. 2946 del Codice Civile (“Salvi i casi in cui la legge dispone diversamente i diritti si estinguono per prescrizione con il decorso di dieci anni”) e non in quella quinquennale prevista invece dall’art. 2947 del Codice Civile.

La sentenza e del maggio 2011 e stabilisce che il termine di prescrizione per chiedere il pagamento dell’indennita sostitutiva legata alle ferie non godute, oltre ai riposi settimanali e di ben dieci anni, ribadendo che si tratta di un atto di natura risarcitoria, perche riguarda un contratto a cui non si e adempiuto (da parte del datore di lavoro). La Corte di Cassazione ha cosi respinto l’orientamento adottato dalla Corte d’Appello, che nella sua decisione aveva invece attribuito all’indennita spettate al lavoratore per i permessi e le ferie non godute natura retributiva, alla luce della stretta connessione con la prestazione lavorativa. L’orientamento giurisprudenziale circa la natura dell’indennita per ferie non godute non e mai stato univoco. Una parte della giurisprudenza ne sostiene il carattere retributivo, in quanto il mancato godimento delle ferie comporta la prestazione di attivita lavorativa contrattualmente non dovuta ed irreversibilmente prestata.

Poiche il datore di lavoro non puo restituire l’indebita prestazione ricevuta egli e obbligato, in base agli articoli 1463 e 2037 c.c., al pagamento di una somma, corrispondente alla retribuzione, quale maggior compenso dell’attivita lavorativa prestata in un periodo che era invece destinato al riposo. In quest’interpretazione non e rilevante ne la responsabilita del datore di lavoro per il mancato godimento del riposo, ne l’autonoma scelta del lavoratore di non riposarsi. Secondo questa prospettiva l’indennita per ferie non godute rientra nell’imponibile contributivo previdenziale.

Un altro orientamento nega al compenso per ferie non godute la natura retributiva (cioe corrispettiva di una prestazione di lavoro comunque resa) e sostiene che si tratti di un indennizzo, un risarcimento di un danno subito dal lavoratore: danno costituito dalla lesione del suo diritto al godimento delle ferie, in termini di perdita di “cura” personale (energie psico-fisiche e tempo libero) familiare e sociale. Se si accetta questa seconda prospettiva l’indennita non e assoggettata a contributi previdenziali.

Il principio da cui muove la Cassazione e la considerazione che il dipendente ha diritto a fruire per intero, in costanza del rapporto di lavoro e nell’arco di ciascun periodo temporale di maturazione, del monte ferie a lui spettante, con la conseguenza che, in presenza di ferie residue maturate e non godute dal dipendente, il datore di lavoro risulta inadempiente a una precisa obbligazione, che e legale e contrattuale. (Fonte:i-dome.com)

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