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6 febbraio 2015 Comments Off on LAVORO-Artigiani: Cgia, in sei anni oltre 94mila imprese in meno Dalla home page

LAVORO-Artigiani: Cgia, in sei anni oltre 94mila imprese in meno

Prosegue la moria delle imprese artigiane: dall’inizio della crisi ad oggi, in Italia si contano quasi 94.400 botteghe in meno. Se nel 2009 le imprese attive sfioravano quota 1.466.000, al 31 dicembre 2014 la platea è scesa a circa 1.371.500 unità. A segnalarlo è l’Ufficio studi della Cgia su dati camerali.

In termini percentuali i settori artigiani che hanno subito i contraccolpi più pesanti sono le costruzioni (-17,4%), i trasporti (-13,5%) e le attività di natura artistica (-11%). In termini assoluti, invece, sono stati gli impiantisti (elettricisti, idraulici, manutentori, etc.) a subire la contrazione assoluta più importante – 27.502 unità. Pesante anche la situazione registrata nell’edilizia (- 23.824) e nell’autotrasporto (-13.863).

Le attività che, invece, hanno “battuto” la crisi sono state le imprese di pulizia (edifici/impianti) e il giardinaggio (+9.477 imprese), il settore alimentare (rosticcerie, friggitorie, pasticcerie, gelaterie, etc.), con + 3.527 imprese e il settore della produzione di software (+1.762 unità). Difficile, altresì, anche la situazione dell’artigianato produttivo: con 10.633 chiusure delle officine fabbrili sono state le più penalizzate a cui si aggiungono le falegnamerie (-6.757 unità) e le attività del Tac (tessile, abbigliamento e calzature), con 5.409 aziende in meno.

Le Regioni che in termini assoluti hanno perso il maggior numero di imprese artigiane sono state la Lombardia (-11.939), l’Emilia Romagna (-10.126), il Piemonte (-10.071) e il Veneto (-9.934). In termini percentuali, invece, i territori più colpiti sono stati la Sardegna (-12,2%), il Molise (-9,7%) e l’Abruzzo (-9,4%) .

Il calzolaio

Il calzolaio

La Cgia ha stilato un elenco di una ventina di mestieri che negli ultimi decenni sono pressoché scomparsi dalle nostre città e nei paesi di campagna o sono in via di estinzione a causa delle profonde trasformazioni tecnologiche che li hanno investiti:

 

arrotino (molatore o affilatore di lame)

barbiere (addetto al taglio dei capelli su uomo e alla rasatura della barba)

calzolaio (riparatore di suole, tacchi, borse e cinture)

casaro (addetto alla lavorazione, preparazione e conservazione dei latticini)

Il canestraio

Il canestraio

canestraio (produttore di canestri, ceste, panieri, etc.)

castrino (figura artigianale tipica del mondo mezzadrile con il compito di castrare gli animali)

ceraio (produttore di torce, lumini e candele con l’uso della cera)

cocciaio (produttore di piatti, ciotole e vasi)

cordaio (fabbricante di corde, funi e spaghi)

fotografo

guantaio (produttore e riparatore di guanti)

Il legatore di libri

Il legatore di libri

legatore (rilegatore di libri)

norcino (addetto alla macellazione del maiale e alla lavorazione delle carni)

materassaio (colui che confeziona o rinnova materassi, trapunte, cuscini, etc.)

mugnaio (macinatore di grano e granaglie)

maniscalco (addetto alla ferratura dei cavalli, degli asini e dei muli)

ombrellaio (riparatore/rattoppatore di ombrelli rotti)

ricamatrice (decoratrice del tessuto con motivi ornamentali)

Il sarto

Il sarto

sarto/a (colui o colei che confeziona abiti maschili o femminili)

selciatore (addetto alla posa in opera di cubetti di porfido)

sellaio (produttore di selle per animali)

scopettaio (produttore di spazzole e scope)

scalpellino (colui che sgrossa e lavora la pietra o il marmo con lo scalpello)

seggiolaio (produttore o riparatore di seggiole impagliate).

(Foto di apertura: una squadra di selciatori)

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