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11 aprile 2011 Comments (0) Dalla home page

LAVORO- Apprendistato: opportunità difficile da cogliere

Nelle aziende lombarde che hanno utilizzato l’apprendistato professionalizzante negli ultimi 3 anni, il 51,3% dei giovani inseriti con questo contratto e stato poi assunto a tempo indeterminato. E’ emerso da un’indagine realizzata su un panel di 100 aziende lombarde in materia di apprendistato professionalizzante nell’ambito del convegno “L’apprendistato; una complicazione o un’opportunita?”, evento del progetto Gi Group “2011 anno dei giovani”. Lo si legge in una nota nella uale si sottolinea che per una migliore gestione di questo strumento, le imprese intervistate evidenziano la necessita di un supporto esterno, specie per le attivita formative (33,3%) e per la consulenza amministrativa (31,4%) e il 17,6% ha richiesto addirittura un supporto per la gestione di tutto il processo.

Benche oltre un terzo delle aziende intervistate (35,4%) dichiari di non aver mai utilizzato l’apprendistato dal 2003 in poi, la restante parte del campione segnala diversi fattori positivi per l’utilizzo di questa forma contrattuale, in primis l’ottenimento di vantaggi economici (82,4%), ma anche la possibilita di formare i lavoratori secondo le proprie esigenze (51%) e di farli crescere all’interno dell’azienda (47%), anche in vista di un’assunzione a tempo indeterminato (31,4%). L’industria e il settore in cui l’apprendistato e piu diffuso (58,2%), mentre le figure professionali piu inserite con questa forma contrattuale sono quelle dell’area tecnica (35,3%), seguite dalla produzione (29,4%), dall’amministrazione (25,5%) e dall’ambito commerciale (23,5%). Tra le aziende che lo hanno utilizzato negli ultimi tre anni, il 43% dei lavoratori sino a 20 anni di eta e stato inserito con il contratto di apprendistato professionalizzante. Il dato cresce sino al 60,8% tra i 21 e i 25 anni di eta. Il 90% dei contratti di apprendistato sono equamente distribuiti nelle tipologie di durata di 24, 36 e 48 mesi.

“L’apprendistato e chiaramente un’opportunita sia per l’azienda che per i giovani che hanno la possibilita di colmare il gap formativo ereditato dalla scuola e hanno importanti chanche di stabilizzazione, ma la gestione della formazione e degli aspetti amministrativi puo rappresentare una complicazione e una barriera all’utilizzo – ha commentato Stefano Colli-Lanzi, Amministratore Delegato di Gi Group -. Insieme a un’auspicabile semplificazione burocratica per agevolare la diffusione dello strumento come mezzo immediato di contrasto alla disoccupazione giovanile, in quanto agenzia per il lavoro possiamo svolgere un ruolo di supporto fondamentale e a riguardo ci renderemo anche fautori di una proposta per reintrodurre la possibilita di gestire l’apprendistato attraverso la somministrazione e per far si che, laddove un’azienda decida di utilizzarlo, gli obblighi relativi al percorso formativo siano a carico dell’agenzia stessa”.

Il fattore critico di successo dello strumento e, infatti, individuato nella gestione della formazione che viene svolta completamente all’interno dell’azienda solo nel 33% dei casi. Inoltre, le principali difficolta rilevate durante il percorso di apprendistato per cui le aziende ricercano un supporto esterno sono proprio la preparazione del piano formativo individuale (45%), la gestione del contatto con gli enti di formazione (21,6%) e la difficolta nel fare formazione specifica sulle tematiche aziendali (19,6%). “Sul fronte della governance dello strumento e della formazione – ha concluso Stefano Colli-Lanzi – le APL, conoscendo bene sia il lavoratore che l’azienda e le rispettive esigenze, sono l’intermediario piu adatto per mettere in condizione l’impresa di cogliere tutti i vantaggi dello strumento e valorizzare davvero la parte formativa, essenziale per l’investimento sulla persona, per la sua occupabilita e per il futuro stesso del business dell’impresa”.

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