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7 novembre 2011 Comments (0) News

IMPRESE – Lavoro: responsabile il datore che assume in buona fede un clandestino

Il datore di lavoro che assume alle proprie dipendenze dei lavoratori clandestini non puo invocare come scusante la propria buona fede nel caso in cui si sia semplicemente “fidato di assicurazioni verbali dei due soggetti assunti senza pretendere l’esibizione del prescritto permesso di soggiorno”. Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza n. 32934/2011 con la quale ha respinto il ricorso di un imprenditore edile.

De resto, secondo costante giurisprudenza della Cassazione la responsabilita del datore non e esclusa neppure “dalla buona fede invocata per aver preso visione della richiesta del permesso di soggiorno avanzata dallo straniero”. Il che nel caso specifico non e avvenuto.

E neppure esclude la sussistenza della condotta antigiuridica dell’imputato, ne la punibilita del reato a lui contestato, “l’avvenuta regolarizzazione dei lavoratori stranieri successivamente all’accertamento dell’illecito, anche a seguito dell’adesione della Romania all’Unione europea”. (Letto su Guida al Diritto)

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